Jacques Moretti, l’imprenditore francese co-titolare del Le Constellation, il disco-bar di Crans Montana in cui è divampato il rogo in cui a Capodanno sono morte 40 persone, tra cui 6 giovanissimi italiani, resta in carcere.
Il tribunale svizzero di Sion ha convalidato per tre mesi l’arresto cautelare del gestore del locale, sottoposto a fermo lo scorso 9 gennaio dopo il primo interrogatorio svolto assieme alla moglie e Jessica Maric.
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La per le misure preliminari del Tribunale conferma “l’esistenza di un pericolo di fuga” a carico di Moretti, confermando la tesi della procuratrice del canton vallese Béatrice Pilloud, a capo dell’inchiesta che vede l’imprenditore corso 49enne indagato per omicidio, lesioni ed incendio colposi. Allo stesso tempo però il tribunale apre ad una possibile revoca della custodia cautelare “subordinatamente a diverse misure alternative richieste dalla Procura della Repubblica, tra cui il pagamento di una cauzione, in quanto tali misure appaiono idonee a contrastare il rischio di fuga. Poiché la determinazione della cauzione richiede un’indagine accurata, la privazione della libertà personale deve prevalere nel frattempo”, si legge in un comunicato diffuso dal tribunale.
Il tribunale interviene anche per chiarire i contorni in merito al mancato arresto di Moretti e della moglie Jessica Maric subito dopo la strage di Capodanno, sottolineando come la custodia cautelare in carcere “è misura procedurale volta esclusivamente a garantire il corretto svolgimento delle indagini. Non è pertanto intesa a punire l’imputato, che è presunto innocente fino a quando una sentenza di condanna definitiva non diventi giuridicamente vincolante. Detto questo, il principio fondamentale è che l’imputato rimanga libero fino al processo; la custodia cautelare in carcere può essere disposta solo in circostanze eccezionali come ultima risorsa”.
Sulla stampa svizzera intanto prosegue l’accertamento del passato problematico dello stesso Moretti, che aveva avuto guai importanti con la legge in Francia: l’imprenditore era stato arrestato nel 2005 e poi condannato nel 2008 dal tribunale di Annecy per sfruttamento della prostituzione, con una condanna a 12 mesi (di cui 4 in carcere).
Ma i quotidiani svizzeri Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung aggiungono anche altro. Moretti e la moglie sono stati coinvolti anche in una indagine su un presunto utilizzo improprio dei fondi Coivd: avrebbero ottenuto 75mila franchi di prestito Covid, pari a circa il 10% del fatturato della loro società, e ne avrebbero utilizzati poi 33mila per acquistare una Maserati, vettura di lusso successivamente venduta al padre di Jacques Moretti. L’inchiesta finì con un non luogo a procedere perché i Moretti dimostrarono che l’auto non era di loro proprietà ma era immatricolata come veicolo aziendale del bar Le Constellation, quindi non per uso privato.