Nell’Italia di Collodi e di De Amicis, dove non esiste la responsabilità individuale ma soltanto le cattive compagnie o i cattivi genitori, l’esecutivo si appresta a varare un disegno di legge del tutto singolare, mirato a far fronte alla nuova emergenza, ovvero quella dei maranza. Termine importato dal linguaggio paninaro anni Ottanta che si riferisce ai minori, in particolari quelli giudicati a rischio potenziale o effettivo di devianza.
La singolarità del nuovo disegno di legge affiora sin da subito. La Consulta ha già bacchettato il governo sul decreto Caivano. Per cui si sceglie di percorrere un’altra strada, ovvero quella dei provvedimenti amministrativi, che possono essere emessi a livello locale. La finalità sarebbe quella di scongiurare il possesso abusivo di armi da taglio da parte dei giovani. Ma, invece di regolamentarne la vendita, di promuovere campagne apposite nelle scuole o nei quartieri, di investire su progetti di socializzazione, si preferisce intervenire attraverso le multe da comminare ai genitori.
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In altre parole, se si vive in periferie ridotte a dormitorio, senza servizi e strutture necessarie all’inserimento sociale, se non esiste nessun ius scholae che prevede l’integrazione dei migranti, se il mercato del lavoro è sempre più precario, la colpa è dei genitori che non sanno educare i figli. Un’impostazione ipocrita, ancorché datata ai tempi di Cuore e Pinocchio, ma assolutamente in linea col neoliberismo attuale, per cui le questioni sociali vanno scaricate sulle famiglie e sugli individui, a detrimento di un progetto collettivo di società e delle libertà civili. All’interno di una cornice neolombrosiana, per cui i caratteri devianti sono ereditati su base familiare. Non a caso, il nuovo disegno di legge, prevede il sequestro della carta d’identità, del passaporto, del permesso di soggiorno o della possibilità di rinnovarli per i minori trovati in possesso di coltelli o coinvolti in fatti devianti. L’identità dei giovani, già vacillante sotto i colpi della criminalizzazione mediatica, della marginalità sociale, della precarietà istituzionale, verrebbe negata per legge da un provvedimento amministrativo.
In realtà, il nuovo disegno anti-maranza, fornisce surrettiziamente il pretesto per intervenire sul dissenso politico. Si prevede di ampliare il raggio di criminalizzazione dei blocchi stradali, delle occupazioni di case, delle manifestazioni. Ampliando il Daspo urbano, versione odierna del vecchio foglio di via. Soprattutto, introducendo quello che viene definito come “scudo penale” per le forze dell’ordine che eventualmente si trovino coinvolte in questi episodi. Un vero oltraggio alla memoria di Carlo Giuliani, Riccardo Magherini, Federico Aldrovandi, e, attraverso loro, alle libertà civili che fanno della critica al potere la loro cifra. I giovani, ormai, sono diventati la punta di lancia delle classi pericolose, da reprimere a tutti i costi.
A preoccupare ulteriormente, però, è la motivazione che ha ispirato questo nuovo disegno di legge. Sia la premier, sia il Guardasigilli, dicono di volere raccogliere il guanto di sfida lanciato in materia di sicurezza dalle opposizioni, sulla scia delle iniziative pubbliche in materia di sicurezza organizzate dai vertici del Pd. L’idea sarebbe quella di un confronto “costruttivo”, da trovare in sede di commissione parlamentare. Si tratta di una vera e propria polpetta avvelenata, che non viene lanciata a caso, ma a partire di una debolezza strutturale delle opposizioni, che tentano di inseguire la destra sul terreno della sicurezza. Un inseguimento che dura da trent’anni, e che non ha fatto altro che sortire effetti opposti, ma che a sinistra, in molti, continuano a perseguire.
Ci si rifiuta di imparare le lezioni del passato, lasciando agibilità e spazio politico a una destra sempre più aggressiva e subdola. Speriamo che le opposizioni non cadano nella trappola, e comincino a proporre politiche di sicurezza alternative, basate sulla pluralità, sull’inclusione, sul diritto delle libertà civili. I materiali ci sono. Basta riprenderli e rielaborarli. Lasciando sugli scaffali Franti e Lucignolo.