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Minneapolis, uccisa a 37 anni dagli agenti anti-migranti dell’ICE spediti da Trump: proteste negli Stati Uniti

Minneapolis, uccisa a 37 anni dagli agenti anti-migranti dell’ICE spediti da Trump: proteste negli Stati Uniti

Uccisa da un agente dell’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement dispiegato su ordine del presidente Usa Donald Trump nelle città a guida Democratica per contrastare l’immigrazione clandestina, a pochi isolati dal luogo in cui cinque anni fa la polizia di Minneaopolis uccise brutalmente George Floyd.

Gli Stati Uniti sono nuovamente attraversati da furenti polemiche per l’uccisione di Renee Nicole Good, 37enne statunitense, originaria del Colorado, morta per mano dell’Ice mercoledì nella città del Minnesota.

Il contesto in cui sono avvenuti i fatti è emerso grazie a diversi video registrati da persone sul posto. Il filmato mostra alcuni agenti dell’Ice, da mercoledì sono 2mila gli uomini del corpo di polizia in città, avvicinarsi al suv di Renee Nicole Good fermo in mezzo alla strada, ordinando alla conducente di scendere.

Uno dei membri dell’Ice afferra la maniglia dell’auto e la donna a quel punto ingrana la retromarcia e quindi avanza leggermente e a bassa velocità, senza colpire nessun membro dell’Ice: un secondo agente, posizionato davanti al suv, estrae l’arma e spara più volte a bruciapelo ad altezza uomo, colpendo al volto Renee Nicole Good. Il suv avanza ancora alcuni metri fino a schiantarsi su due auto parcheggiate lungo la strada poco più avanti. La donna morirà poco dopo in ospedale per le ferite d’arma da fuoco riportate alla testa.

I video mostrano chiaramente come nei momenti successivi l’uccisione della 37enne, un medico presente sul posto si avvicina agli agenti per offrire il proprio aiuto ma viene allontanato: l’ambulanza, come da testimonianze, arriverà circa 15 minuti dopo la sparatoria ma, sempre secondo i testimoni, verrà bloccata dai veicoli dell’Ice che avevano occupato la strada. Il corpo della donna sarebbe stato trasportato dagli agenti fino alla fine della strada e solo a quel punto caricato sull’ambulanza.

La versione raccontata da Kristi Noem, discussa segretaria alla Sicurezza nazionale, e dalla portavoce del dipartimento per la Sicurezza interna Tricia McLaughlin, hanno ovviamente difeso la bontà dell’intervento dell’Ice. McLaughlin ha dichiarato che l’Immigration and Customs Enforcement stava conducendo “operazioni mirate” quando “rivoltosi” hanno bloccato loro la strada. Una di loro, Renee Nicole Good, avrebbe poi tentato di investire gli agenti “nel tentativo di ucciderli” usando “la sua auto come un’arma”. Kristi Noem lo ha definito “atto di terrorismo interno”, con l’intervento dell’Ice “per difesa”.

Anche il presidente Donald Trump, in serata, ha avallato questa ricostruzione: “Ho visto il video, è orribile da guardare — ha detto —. La donna alla guida dell’auto era molto turbolenta, ostacolava e opponeva resistenza, e poi ha investito violentemente, volontariamente e brutalmente l’agente dell’Ice, che sembra averle sparato per legittima difesa”.

Di tutt’altro avviso il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, che ha definito “stronzata” il voler far passare l’intervento dell’Ice come “legittima difesa”. “È stata l’azione di un agente che ha usato il proprio potere in modo sconsiderato, con il risultato che una persona è morta, è stata uccisa”, ha commentato ancora il sindaco, che ha contestato la presenza in città dell’Ice sottolineando che quegli agenti “non sono qui per garantire la sicurezza” o “proteggere l’America”, ma stanno “seminando il caos nelle strade”.

Il capo della polizia locale Brian O’Hara ha detto che la sparatoria è già al centro di un’indagine in cui è coinvolta anche l’FBI e il governatore Dem dello Stato, Tim Walz,  ex candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris, ha promesso un’indagine “completa, equa e rapida”.

Anche i leader democratici di Camera e Senato hanno chiesto un’indagine su quanto accaduto: “Questo omicidio deve essere oggetto di un’inchiesta approfondita, nel pieno rispetto della legge”, ha detto il leader dei democratici alla Camera Hakeem Jeffries criticando la ministra per la sicurezza nazionale che “non ha credibilità”.

Sul luogo della sparatoria nelle ore successive alla morte di Renee Nicole Good, che come poi riferito dall’ufficio della senatrice Tina Smith era la moglie di un leader del movimento a difesa dei migranti e “osservatrice legale” delle operazioni dell’Ice a Minneapolis, si sono radunate per protestare centinaia di persone. Ma manifestazioni si sono tenute anche a New York, ma anche in città come Chicago, Detroit, San Francisco e altre metropoli del Paese.

Nel solo 2025, le persone morte sotto la custodia dell’Ice sono state 32. Numeri da record, in aumento rispetto alle 11 del 2024 e alle sette del 2023: aumenti legati ovviamente alla crescita delle detenzione da parte dell’agenzia e alla campagna di militarizzazione delle città a guida Democratica lanciata da Trump nel Paese. Le cause di queste 32 morti sono varie: convulsioni, problemi cardiaci, insufficienza respiratoria, ictus, tubercolosi, suicidio. Gli episodi si sono verificati nei centri di detenzione dell’Ice o in alcuni ospedali, ma sempre sotto la custodia degli agenti anti-immigrazione.