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Giubileo, Papa Leone chiude l’Anno Santo e attacca i piani di riarmo: “Diventiamo artigiani della pace”

Pope Leo XIV closes St. Peter’s Basilica Holy Door to end the 2025 ordinary Jubilee year, at the Vatican, Tuesday, Jan. 6, 2026. (Yara Nardi/Pool photo via AP)

Pope Leo XIV closes St. Peter's Basilica Holy Door to end the 2025 ordinary Jubilee year, at the Vatican, Tuesday, Jan. 6, 2026. (Yara Nardi/Pool photo via AP)

Fine del Giubileo dei due Papi. Questa mattina Papa Leone XIV ha chiusa la Porta Santa di San Pietro, in Città del Vaticano, a Roma. Ha chiuso il Giubileo aperto da Papa Francesco il 24 dicembre 2024. “Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza”. Il Santo Padre ha anche invocato che i tesori della grazia divina restino aperti “così che, al termine del nostro pellegrinaggio terreno, possiamo bussare con fiducia alla porta della tua casa e gustare i frutti dell’albero della vita”.

Non succedeva dal 1700 che l’Anno Santo venisse inaugurato da un Pontefice e chiuso da un altro: Innocenzo XII e Clemente XI. Anno Santo segnato dal motto “Pellegrini della Speranza”. Record di presenze, anche superiori alle stime previste dal Vaticano secondo quanto riferito lunedì dal pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Monsignor Rino Fisichella. Secondo le stime, sono stati 33,5 milioni i pellegrini transitati attraverso la Porta Santa di San Pietro, provenienti da 185 Paesi diversi, inquadrati dalle telecamere.

“Amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e proprio per questo è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino. Attorno a noi, un’economia distorta prova a trarre da tutto profitto. Lo vediamo: il mercato trasforma in affari anche la sete umana di cercare, di viaggiare, di ricominciare”, ha detto Papa Leone XIV nell’omelia della messa presieduta in San Pietro nella Solennità dell’Epifania del Signore, che ha previsto il rito di chiusura della Porta Santa.

Anno segnato anche da guerre, dalla morte di Papa Francesco, dal Conclave e dall’elezione di un nuovo Papa, dalla canonizzazione dei giovani Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati. Presente anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, altre autorità civili e un gran numero di fedeli. Papa Leone nel suo Angelus ha invitato: “La speranza che annunciamo dev’essere coi piedi per terra: viene dal cielo, ma per generare, quaggiù, una storia nuova”, ha detto nel suo appello. “Gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace. Tessitori di speranza, incamminiamoci verso il futuro per un’altra strada”.