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Trump vuole la Groenlandia “perché è piena di navi russe e cinesi, ne abbiamo bisogno”: le minacce del Presidente USA a Colombia, Cuba e Messico

FOTO DA LAPRESSE + X

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Quelle che all’inizio del secondo mandato da Presidente degli Stati Uniti Donald Trump erano sembrate delle boutade, sparate da spaccone, aspirante nuovo gendarme del mondo che agitava decreti presidenziali e poco più, assumono oggi un’altra caratura. Ovvero dopo l’operazione a Caracas, la cattura, il sequestro e il trasferimento a New York del Presidente del Venezuela Nicolás Mauduro a New York. Perché il Presidente USA ha ribadito le sue mire espansionistiche sulla Groenlandia, prima di tornare all’America Latina per minacciare Colombia, Cuba e Messico. È un approccio molto aggressivo nella definizione e nella gestione di sfere di influenza.

“Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, e la Danimarca non sarà in grado di farlo”, ha dichiarato sull’aereo presidenziale Air Force One di ritorno a Washington dalla sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. “È così strategico in questo momento. La Groenlandia è piena di navi russe e cinesi ovunque”. Non solo: secondo il tycoon anche l’Unione Europea ha bisogno e interesse nel controllo dell’isola da parte di Washington. Ricchezze minerarie, posizione strategica per il controllo dell’Artico, rotte commerciali e Difesa, Trump ha parlato della Groenlandia fin dal suo insediamento e ha nominato Jeff Landry, governatore della Louisiana, nel ruolo di “inviato speciale per al Groenlandia”.

 

“Soon”, ha scritto Katie Miller, podcaster moglie di Stephen Miller, vice capo gabinetto e consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, a corredo della foto in cui si mostrava l’isola con i colori della bandiera USA. E però la Groenlandia è parte del Regno di Danimarca, Paese membro della NATO e dell’Unione Europea. “Solo un piccolo promemoria sugli Stati Uniti e il Regno di Danimarca”, ha scritto sui social l’ambasciatore danese negli Usa, Jesper Møller Sørensen. “Siamo alleati stretti e dovremmo continuare a lavorare insieme come tali. La sicurezza degli Stati Uniti è anche la sicurezza della Groenlandia e della Danimarca. La Groenlandia fa già parte della Nato. Il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti collaborano per garantire la sicurezza nell’Artico. Il Regno di Danimarca ha notevolmente intensificato i propri sforzi in materia di sicurezza nell’Artico: solo nel 2025 abbiamo stanziato 13,7 miliardi di dollari da utilizzare nell’Artico e nel Nord Atlantico. Perché prendiamo sul serio la nostra sicurezza comune. E sì, ci aspettiamo il pieno rispetto dell’integrità territoriale del Regno di Danimarca”.

 

E quindi è tornato all’America Latina. “La Colombia è governata da un uomo malato, non lo farà ancora per molto tempo, l’operazione Colombia mi sembra una buona idea”. E in Messico. “Bisogna fare qualcosa con il Messico. Il Messico deve organizzarsi, perché i narcotici stanno fuoriuscendo dal Paese. E dovremo fare qualcosa. Ci piacerebbe molto che il Messico lo facesse. Sono capaci di farlo, ma purtroppo i cartelli sono molto forti in Messico” anche perché la presidente Claudia Sheinbaum “ha un certo timore che i cartelli controllino il Messico” ma ha sempre rifiutato l’arrivo di truppe americane. E infine Cuba, che sarebbe “pronta a cadere”: perché è difficile per l’Avana resistere senza il petrolio venezuelano. “Non credo che abbiamo bisogno di nessuna azione. Sembra che stia andando giù”.

Sta andando oltre la dottrina Monroe, quella di inizio ‘800 che prevedeva “l’America agli americani”, il rifiuto di qualsiasi ingerenza europea, il Sudamerica come cortile degli USA. “Il dominio americano nell’emisfero occidentale non sarà mai più messo in discussione”. Gustavo Petro, già minacciato nella conferenza post-operazione a Mar-a-Lago, ha respinto le accuse di Donald Trump. “La sua punizione è quella di accusarmi falsamente di essere un narcotrafficante e di possedere fabbriche di cocaina”, ha scritto su X. Ha condannato subito l’arresto di Maduro, come gli altri capi di Stato e di governo di sinistra dell’America Latina. L’Avana ha accusato gli USA di aver ucciso 32 cubani durante l’operazione di cattura.

 

Trump non ha definito la presenza sul territorio degli Stati Uniti in Venezuela. “Dipende da quello che succederà. Dipende un po’ dalla nuova amministrazione, se così la si può chiamare” mentre le compagnie petrolifere statunitensi “interverranno e ricostruiranno il sistema”. Sono in buone condizioni i soldati feriti nell’operazione. “È stata un’operazione molto pericolosa. È stato sorprendente che ci fossero alcuni feriti, ma tutti sono in buone condizioni in questo momento”. Non ha comunque escluso un secondo attacco “se necessario. Stiamo trattando con persone che sono appena entrate in carica. Non chiedetemi chi sia al comando, perché vi darò una risposta che sarà molto controversa. In questo momento stiamo pensando più a ‘sistemare’ il Venezuela che alle elezioni, le elezioni si terranno al momento giusto”. Il segretario di Stato Marco Rubio lo ha smentito, spiegando che gli USA non governeranno giorno per giorno il Venezuela ma che si occuperanno di far rispettare la “quarantena petrolifera” sul Paese.

Il magnate, sostenitore della campagna elettorale di Trump, Elon Musk ha annunciato il sostegno dell’azienda Starlink al “popolo venezuelano”: fornirà un servizio internet ad alta velocità grazie al suo sistema satellitare. Per Pechino l’atteggiamento da “giudici del mondo” degli USA è inaccettabile, la sovranità di tutte le nazioni “deve essere protetta”. La Cina ha assicurato che i suoi “interessi” in Venezuela “saranno protetti dalla legge”, ha dichiarato nel briefing quotidiano il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian. “Il rapimento del presidente di un altro Paese non è un onore ed è illegale, quindi l’Iran chiede il rilascio del presidente venezuelano Nicolas Maduro”, le parole del portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei che ha invitato le Nazioni Unite a “salvaguardare l’Onu, poiché non prendere una reazione esplicita sulla questione danneggerebbe la comunità internazionale”.