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Strage di Crans Montana, si indaga per omicidio e lesioni: il focus su candele delle bottiglie e sulla schiuma insonorizzante a fuoco

Le Constellation bar, where a devastating fire left dead and injured during the New Year’s celebrations is seen in Crans-Montana, Swiss Alps, Switzerland, Friday morning, Jan. 2, 2026. (Photo Marco Alpozzi /LaPresse) 

Il bar Le Constellation, dove un devastante incendio ha provocato morti e feriti durante i festeggiamenti di Capodanno, è visibile a Crans-Montana, Alpi svizzere, Svizzera, venerdì mattina, 2 gennaio 2026. (Foto Marco Alpozzi /LaPresse)

Le Constellation bar, where a devastating fire left dead and injured during the New Year's celebrations is seen in Crans-Montana, Swiss Alps, Switzerland, Friday morning, Jan. 2, 2026. (Photo Marco Alpozzi /LaPresse)  Il bar Le Constellation, dove un devastante incendio ha provocato morti e feriti durante i festeggiamenti di Capodanno, è visibile a Crans-Montana, Alpi svizzere, Svizzera, venerdì mattina, 2 gennaio 2026. (Foto Marco Alpozzi /LaPresse)

Se le priorità della polizia svizzera, come riferito dal  del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese Stéphane Ganzer, sono “l’accompagnamento delle famiglie con un sostegno psicologico, l’identificazione delle famiglie e la ricostruzione dei fatti”, su quanto accaduto nella notte di Capodanno a Crans Montana da venerdì è aperta anche un’inchiesta della magistratura.

Lo ha annunciato la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud in merito a quanto accaduto al disco-bar Le Constellation di Crans Montana, rinomata località sciistica in Svizzera, dove un incendio divampato durante un party di Capodanno affollato di giovanissimi ha provocato una strage.

L’indagine sull’incendio di Crans Montana

Pilloud ha spiegato in una conferenza stampa che “tutte le piste sono aperte, nessuna esclusa”, ma allo stesso tempo che “tutto lascia pensare che il fuoco sia effettivamente partito da bengala o candele scintillanti messe sulle bottiglie, troppo vicine al soffitto”.

Sarebbero dunque confermate le prime indiscrezioni: sarebbe stata una candela scintillante, uno “sparkler” acceso dai camerieri su una bottiglie di champagne e avvicinata al soffitto in poliuretano del piano seminterrato, ad aver innestato l’incendio.

Fiamme che si sono propagate velocemente in quello che le autorità svizzere hanno indicato come “flashover”, ovvero un “fenomeno pericolosissimo, che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi, provocando una o più esplosioni”.

L’inchiesta si concentrerà sulle misure di sicurezza, sui materiali impiegati, numero di persone presenti e autorizzate, vie di evacuazione. Se sarà accertata una responsabilità penale le ipotesi sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose, riferisce l’emittente svizzera italiana RSI.

La procuratrice generale ha poi sottolineato che l’indagine riguarda anche “l’installazione di schiuma acustica e di tutti gli elementi che la circondano. L’indagine determinerà, al meglio delle sue capacità, se questa schiuma è conforme, se è stata installata correttamente”. “In verità, date le circostanze dell’indagine, non sono in grado di affermare con certezza se ciò sia conforme o meno, se sia stato installato con o senza autorizzazione”, ha aggiunto Pilloud. Nei video della serata, circolati online in queste ore, si vede che le scintille prodotte dalle candele erano molto vicine al soffitto ricoperto da pannelli di spugna fonoassorbenti.

Il bilancio delle vittime

Il bilancio ufficiale delle vittime diffuso dalle autorità svizzere è di 40 vittime, meno rispetto a quello diffuso dai media, che parlano di 47 morti. Ma, come spiegato in conferenza dalla procuratrice, “le cifre comunicate oggi riguardano esclusivamente persone formalmente identificate: questi dati sono destinati a evolvere nelle prossime ore e giorni”.

Anche sul numero dei feriti, 119 di cui 11 italiani, Pilloud ha sottolineato che “oggi sono state fornite cifre diverse, non definitive”. “Ci sono persone che si sono recate di persona in ospedale, al pronto soccorso, rendendosi conto che le loro ferite erano più gravi, il che ha aumentato il numero dei feriti”, ha aggiunto la procuratrice, spiegando che “i dati che vi abbiamo condiviso oggi riguardano persone che sono state finalmente e formalmente identificate” e che quindi non risultano più nell’elenco dei dispersi.

Quanto agli italiani, di sei persone non si hanno notizie e risultano dunque “dispersi”: sono invece 13 i feriti accertati.

Gli interrogatori

Nell’ambito dell’indagine aperta dalla procura generale del Canton Vallese, sono stati già condotti i primi interrogatori. Tra questi quelli di alcuni sopravvissuti e di Jessica e Jacques Moretti, i due gestori francesi del locale. La sera di Capodanno solo Jessica si trovava nel locale ed è rimasta ustionata a un braccio, mentre Jacques era in un altro loro esercizio.

“Questi colloqui hanno permesso agli investigatori di compilare elenchi delle persone presenti quella sera, che faciliteranno l’identificazione”, ha Pilloud.

“Hanno inoltre fornito informazioni sulla disposizione interna del locale, sui lavori di ristrutturazione effettuati e sulla capienza del bar. L’indagine successiva si concentrerà sul lavoro svolto all’interno del bar, sui materiali utilizzati, sui permessi di esercizio e sulle misure di sicurezza adottate. Tra queste rientrano gli estintori, le vie di fuga, il rispetto delle norme antincendio e le attrezzature antincendio. Sono stati presi in considerazione il numero di persone presenti quella sera, il numero di persone che il bar è autorizzato ad accogliere, le attrezzature utilizzate, i locali, le vie di evacuazione e i punti di accesso”, ha spiegato la procuratrice.

A seconda dei risultati ottenuti, ha aggiunto Pilloud, “sarà possibile verificare se vi sia o meno una responsabilità penale a carico delle persone. Se così fosse, e se le persone fossero ancora in vita, verrà aperta un’inchiesta nei loro confronti per incendio, omicidio colposo e lesioni personali colpose”.

In una dichiarazione alla Tribune de Geneve Jacques Moretti, titolare del locale teatro della tragedia, ha spiegato che “Le Constellation” era stato ispezionato “tre volte in dieci anni” e “tutto era stato fatto secondo gli standard e le norme”.