Autore di alcuni film iconici, tra cui la commedia cult “Harry ti presento Sally…”, il regista e attore statunitense Rob Reiner è stato trovato morto nella sua villa di Hollywood, in California, assieme alla moglie Michele Singer Reiner.
Il regista 78enne e la moglie, di dieci anni più giovane, sono stati rinvenuti senza vita nella notte italiana tra domenica e lunedì: sui due corpi sono state trovate ferite da arma da taglio alla gola.
Il capo degli investigatori della polizia di Los Angeles, Alan Hamilton, ha detto che la polizia aveva ricevuto una chiamata da uno dei figli della coppia, Romy, nel pomeriggio di domenica: quando gli agenti sono arrivati alla casa dei due li ha trovati morti. Hamilton ha affermato che gli investigatori stanno lavorando per ottenere un mandato di perquisizione prima di avviare un’indagine “approfondita” all’interno e all’esterno della residenza.
L’arresto del figlio Nick
Uno dei figli della coppia, Nick, 32 anni, è stato interrogato dalla polizia. Nick Reiner avrebbe in passato affrontato problemi di tossicodipendenza e periodi di senza dimora: la sua storia aveva anche ispirato il film ‘Being Charlie’ (2015), diretto dal padre.
Il capo degli investigatori Hamilton, a proposito dell’interrogatorio di Nick, aveva sottolineato che “molti familiari saranno interrogati, ma nessuno è stato fermato. E nessuno è stato interrogato in qualità di sospettato”.
Dopo alcune ore, come riferito tra gli altri da Tmz e Los Angeles Times, il figlio del regista è stato poi sottoposto a fermo dalle forze dell’ordine, trattenuto nell’ufficio dello sceriffo della Contea di Los Angeles. In particolare il LA Times cita i registri del carcere che forniscono pochi dettagli, ma che confermerebbero come Nick Reiner è trattenuto con una cauzione di 4 milioni di dollari. Il 32enne è stato fermato alle 21:15 locali di domenica e l’arresto è stato formalizzato alle 5,04 di questa mattina
I successi di Reiner
Nella sua lunga carriera da regista, quella principale, ha diretto diversi film di grande successo popolare. Negli anni Ottanta girò “Stand by Me”, tratto da un romanzo di Stephen King di pochi anni prima, che uno straordinario successo al botteghino.
Quindi nel 1987 “La storia fantastica”, un altro grande classifico. Con i soldi di quei film, Reiner fondò la società di produzione Castle Rock Entertainment: fu così che finanziò il suo film più famoso, “Harry, ti presento Sally…”, uscito nel 1989. La pellicola con Billy Cristal e Meg Ryan, su una sceneggiatura di Nora Ephron, è ancora oggi un punto di riferimento per le commedie. Reiner trovò il successo anche con generi diversi: dal thriller di “Misery non deve morire” al dramma con “Codice d’onore”.
Il “ricordo” al veleno di Trump
Negli ultimi anni aveva ridotto l’impegno nel cinema, occupandosi molto di politica: è tra i critici più feroci del presidente Donald Trump e un convinto sostenitore delle cause progressiste.
Proprio da Trump è arrivato un commento al veleno sulla morte del registra, che da una parte ha definito un avvenimento “molto triste” in un post sul suo social Truth, ma dall’altra ha continuato dipingendo Reiner come un regista “un tempo talentuoso, ma tormentato e in difficoltà“, che “a quanto riferito” è venuto a mancare a causa “della rabbia che ha suscitato in altre persone attraverso una malattia nota come “sindrome da squilibrio associato a Donald Trump”.
Il riferimento è al termine “Trump Derangement Syndrome”, locuzione diventata comune tra i sostenitori del presidente Usa per descrivere reazioni e atteggiamenti negativi nei confronti di Trump che, secondo loro, sarebbero irrazionali.
Reiner “era noto per avere portato le persone alla pazzia con la sua ossessione per il presidente Donald Trump, e la sua paranoia ha raggiunto nuove vette mentre l’amministrazione ha superato tutte le aspettative: che possano riposare in pace”, ha concluso Trump nel suo messaggio.