Il Piano di riarmo dell’Europa potrà essere realizzato senza limiti. Ieri si è votato, al parlamento europeo, su alcune proposte di modifica al regolamento sull’uso delle armi “controverse”. Le modifiche sono state proposte da socialisti, sinistra e verdi, e miravano a stabilire dei confini. Cioè a precisare che nel riarmo non possono entrare tutte le armi possibili immaginabili ma vanno escluse quelle di distruzione di massa e quelle progettate per colpire la popolazione civile.
Le modifiche proposte dai tre partiti però sono state respinte con una maggioranza che ha visto i popolari unirsi nel voto alle estreme destre e ai fascisti. E così si è stabilito che dal piano (Readiness) che trasformerà l’Europa in un luogo dove le caserme diventano più importanti degli ospedali e delle scuole, non saranno escluse le armi nucleari, le munizioni con l’uranio impoverito, i laser accecanti, il fosforo bianco, i robot killer e altri vari tipi di micidiali strumenti di guerra. Per dare un’idea, le munizioni con l’uranio impoverito inquinano territori vastissimi e provocano malattie mortali anche dopo mesi o anni. Il fosforo bianco serve per provocare incendi devastanti nei luoghi abitati, e per ustionare, seminando la morte tra i civili. Lo usarono gli inglesi, nel 1945, nel celebre bombardamento di Dresda, che produsse una quantità spaventosa di morti, circa 100mila. Tutti, naturalmente, civili.
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Dopo il voto di ieri l’Europa ha deciso che le uniche armi che resteranno fuori dal piano saranno le armi chimiche e biologiche, le mine antiuomo e le bombe a grappolo. Tutto il resto è consentito. Difficile capire quale possa essere l’idea che ha guidato i popolari e li ha spinti a rompere con la “maggioranza Ursula” e schierarsi con i partiti xenofobi della destra estrema. Probabilmente è una idea “basica”, molto molto semplice: obbedire agli ordini dei fabbricanti di armi ed evitare che l’operazione riarmo trovi degli inutili ostacoli burocratici. Idea che, del resto, è anche quella che ha guidato la destra. Leggi queste notizie e ti tornano in mente le prime parole pronunciate da papa Leone: “Una pace disarmata e disarmante”. Gli hanno dato retta.