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Francia e Germania, la corsa al riarmo e alla militarizzazione: Parigi e Berlino tentate dalla leva obbligatoria

Francia e Germania, la corsa al riarmo e alla militarizzazione: Parigi e Berlino tentate dalla leva obbligatoria

Non c’è solo la corsa al riarmo, investimenti multimiliardari in armi, droni, jet a costo di tagli al welfare. Nelle due più importanti economie europee, che non a caso trainano anche politicamente gli indirizzi della Commissione sul tema, c’è una tentazione comune: quella del ritorno alla leva obbligatoria.

È questo il tema al centro del dibattito in Francia e Germania, che in Europa sono i due maggiori alleati dell’Ucraina, nel sostegno militare, politico e finanziario a Kiev di fronte all’invasione russa.

Proprio di fronte al “nuovo ordine mondiale” che si delineando, alle minacce, vere o presunte, che arrivano dal fronte est dell’Europa, a Parigi e Berlino ormai si discute apertamente di militarizzazione.

La leva militare in Francia

Partiamo dalla Francia. Qui dal 1997, sotto la presidenza di Jacques Chirac, fu sospeso il servizio militare. Ma oggi il tema è tornato di stretta attualità e nell’immediato futuro il presidente Emmanuel Macron potrebbe annunciare novità in tal senso. “Nel mondo in cui viviamo, fatto di incertezze, di un aumento delle tensioni – ha detto Macron sabato scorso – se vogliamo essere davvero in sicurezza bisogna fare dissuasione. La Francia deve continuare ad essere una nazione forte con un esercito forte ma anche con una capacità di reazione collettiva”.

Diversi gli scenari possibili. Quello più accreditato però riguarda il possibile arruolamento volontario per 10.000-50.000 persone all’anno per una durata di servizio volontario di 10 mesi, remunerata con diverse centinaia di euro al mese.

D’altra parte hanno fatto scalpore le parole durissime e crude del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Fabien Mandon, il quale ha dichiarato che la “Francia deve accettare di perdere i suoi figli” per rispondere alle pressioni militari che incombono sul continente europeo.

Attualmente, l’esercito francese conta 200mila effettivi in servizio attivo e 47mila riservisti, e si prevede che aumenteranno rispettivamente a 210mila e 80mila entro il 2030.

La leva militare in Germania

Al lavoro su un progetto simile è anche la Germania. Due settimane fa il governo di Friedrich Merz ha presentato un piano per aumentare il numero di persone che prestano servizio militare: non è prevista al momento la leva obbligatoria, sospesa in Germania nel 2011, ma la strategia del governo è quella di un fortissimo impegno sul riarmo del Paese.

D’altra a Berlino per la reintroduzione della leva obbligatoria basta un voto del Parlamento a maggioranza semplice, senza bisogno di modificare la Costituzione.

Per ora il progetto del governo prevede che da gennaio 2026 tutti i maschi tedeschi nati nel 2008 registrino presso il governo e si sottopongano a una visita medica obbligatoria per testare le proprie capacità fisiche e mentali, oltre a dover compilare un questionario obbligatorio online in cui dare l’eventuale disponibilità all’arruolamento, se necessario.

Chi vorrà potrà arruolarsi per un servizio militare volontario della durata minima di sei mesi, rinnovabili fino a 23. Lo stipendio? Si parte da 2.600 euro lordi al mese. L’obiettivo del cancelliere Merz e del ministro della Difesa Boris Pistorius, esponente dei socialdemocratici, è di portare il numero del personale attivo nell’esercito da 182mila a 260mila persone entro il 2035, e quello dei riservisti da 60mila a 200mila.