Siti e servizi tra i più noti ed utilizzati al mondo “down”, alle prese con disservizi che impediscono agli utenti di accdere. È il problema scattato alle 12:17 italiane, precipitato poi in maniera ben più grave dopo circa mezz’ora, a causa del blackout di Cloudflare.
Parliamo di una delle più importanti reti globali che si occupa tra le altre cose di “protezione dei siti web”, garantendo a quest’ultimi di accelerare le proprie prestazioni, gestire il traffico, svolgendo una funzione da “intermediario” tra l’utente e il server del sito.
È per questo che, se Cloudflare va in “down”, anche i portali e siti che ad esso si appoggiano smettono automaticamente di funzionare. È così che giganti del web come X, Spotify, ChatGPT e Canva sono finiti di fatto offline per milioni di utenti. Si stima che circa il 20% di tutti i siti web nel mondo utilizzi in qualche forma i servizi di Cloudflare.
Sta funzionando con grosse difficoltà anche il sito Downdetector, che dà aggiornamenti proprio su malfunzionamenti di questo genere su siti, social network e piattaforme web.
Per ora l’azienda in una nota ha spiegato di essere “conoscenza di un problema che potrebbe interessare diversi clienti e sta indagando al riguardo. Ulteriori dettagli saranno forniti non appena saranno disponibili maggiori informazioni”. In un secondo comunicato l’azienda ha precisato che “il problema è stato identificato, stiamo implementando la risoluzione”. Poco dopo le 14 la società ha diramato una nuova nota di aggiornamento: “Abbiamo apportato modifiche che hanno consentito il ripristino di Cloudflare Access e WARP. I livelli di errore per gli utenti di Access e WARP sono tornati ai valori precedenti all’incidente. Abbiamo riattivato l’accesso a WARP a Londra. Stiamo continuando a lavorare per ripristinare gli altri servizi”.
L’azienda ha anche comunicato una possibile causa del down: “Abbiamo registrato un picco di traffico insolito verso uno dei servizi di Cloudflare a partire dalle 11.20 UTC (le 12.20 italiane, ndr). Ciò ha causato alcuni errori nel traffico che passava attraverso la rete di Cloudflare”, ha dichiarato l’azienda in una nota inviata via email.
Un problema, quello di Cloudflare, che arriva a meno di un mese dal blackout che aveva coinvolto Amazon Web Services, mandando offline oltre mille tra siti e applicazioni.