Sarà per gli effetti di chiusure e angoscia durante la pandemia da covid-19, per le conseguenze della tecnologia e della società della performance come della caduta di alcuni tabù e pudori. È raddoppiato il consumo di psicofarmaci tra bambini e adolescenti in Italia, in quasi dieci anni. Considera un arco di tempo che parte dal 2016 l’agenzia del farmaco Aifa nel rapporto annuale OsMed presentato ieri a Roma. Dato interessante, che merita attenzione e riflessioni più che toni allarmanti come in alcuni articoli. È intanto cresciuta del 2,8% la spesa farmaceutica in Italia nel 2024: aumento dovuto soprattutto a una crescita delle terapie innovative e ad alto corso rimborsate dal servizio sanitario nazionale.
La curva che riguarda gli psicofarmaci ha continuato a salire progressivamente anche dopo gli anni della pandemia, quando la tendenza era già in crescita. Antidepressivi, stimolanti, antipsicotici. Almeno un ragazzo sotto i 18 anni su un campione di 175 li ha provati: si è passati dallo 0,25% del 2016, quando partì il monitoraggio sistematico, allo 0,57% del 2024. Si tratta soprattutto di antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’Adhd, il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività. Gli anti-infettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo in età pediatrica, seguiti dai farmaci dell’apparato respiratorio e dai preparati ormonali sistemici, esclusi quelli sessuali e insuline.
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Questo dato è anche un segno dei tempi che cambiano, della caduta di alcuni tabù che riguardavano il disagio mentale. “Sono sempre di più i giovani che chiedono aiuto spontaneamente parlandone con genitori e amici – ha osservato a Il Corriere della Sera Antonella Costantino, past presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria infantile e direttore della Neuropsichiatria al Policlinico di Milano – I social da questo punto di vista sono stati un conforto, un canale attraverso il quale raccontare il disagio tra simili. Noi abbiamo osservato un cambiamento. Sono situazioni più tollerate dalle famiglie, l’involucro della vergogna sembra se non caduto, assottigliato”.
Rispetto alla Francia il dato italiano è inferiore di un terzo. Una percentuale che sale al 25% tra bambini e adolescenti degli Stati Uniti. “Nonostante l’aumento in parte legato alle conseguenze dell’emergenza pandemica sulla salute mentale di bambini e adolescenti, l’uso dei farmaci psicotropi rimane sensibilmente più basso rispetto ad altri Paesi”, precisa anche Aifa. “Nel 2024 la prescrizione di questi medicinali nella popolazione pediatrica italiana si attesta allo 0,57%, un dato sì raddoppiato rispetto al 2020 (0,30%), ma ancora inferiore rispetto ad altri Paesi europei (ad esempio la Francia con 1,61%) ed extra‐europei (Usa 24,7%‐26,3%)”.
Dal Rapporto OsMed 2024 emerge anche che – per quanto riguarda gli altri farmaci prescritti ai minori – poco più della metà della popolazione pediatrica (4,6 milioni di bambini e adolescenti) ha ricevuto almeno una prescrizione con una prevalenza leggermente superiore nei maschi rispetto alle femmine (51,9% contro 49,9%). La spesa farmaceutica è stata pari a 37,2 miliardi di euro, in crescita del 2,8% rispetto al 2023. Il 72% di questa cifra, 26,8 miliardi di euro, sono stati a carico del pubblico con un aumento del 7,7% rispetto all’anno precedente, mentre il rimanente 10,2 miliardi a carico dei cittadini, in flessione del 4,6% rispetto allo scorso anno. Restano intanto stabili i consumi, che si sono attestati a 1.895 dosi di medicinali ogni 1.000 abitanti al giorno nel 2024. I farmaci per il sistema cardiovascolare sono i più consumati, mentre il primato per la spesa spetta ai farmaci antitumorali: 8,2 miliardi di euro.