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Ucraina, Pokrovsk “porta d’accesso al Donetsk” a rischio capitolazione: la città fantasma sotto assedio russo

Ucraina, Pokrovsk “porta d’accesso al Donetsk” a rischio capitolazione: la città fantasma sotto assedio russo

È uno dei momenti più delicati e più critici per l’Ucraina dallo scoppiare della guerra, nell’ormai lontano febbraio 2022. L’offensiva russa su Pokrovsk, città nella regione ucraina di Donetsk, nel Donbass, rischia infatti di far definitivamente capitolare la regione.

Oggi in larga parte disabitata, prima della guerra contava su una popolazione di oltre 60mila abitanti, Pokrovsk è soprannominata “la porta d’accesso al Donetsk”. Con la sua capitolazione in mano russa, di fatto l’esercito del Cremlino otterrebbe il controllo totale del Donetsk e dunque del Donbass, il territorio che comprende appunto la regione Donetsk e quella di Luhansk, già controllata dallla Russia.

Nella giornata di martedì sono emersi i video e le immagini dei soldati russi riusciti a penetrare nella città a bordo di moto e auto, avvolti nella nebbia. L’obiettivo delle forze militari di Putin, da settimane a questa parte, era quello di accerchiare la città e poi procedere alla sua conquista: un risultato non ancora raggiunto grazie alla straordinaria resistenza dell’esercito ucraino, impegnato in strenui combattimenti per impedire ormai il controllo di singoli edifici.

Sul numero di soldati russi presenti nella città ci sono ovviamente narrazioni discordanti e opposta propaganda: l’esercito ucraino sostiene che in città ci siano 300 russi, quello russo sostiene che i suoi soldati siano molti di più e abbiano il controllo di 256 edifici.

La situazione appare però sempre più complicata: l’accerchiamento della città è ormai quasi completato, i militari stanno chiudendo i rifornimenti all’esercito ucraino, che arrivano dalla vicina città di Myrnohrad, attaccando le poche via di comunicazioni con bombardamenti effettuati tramite i droni.

Lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alle prese sul fronte politico interno nella “Mani pulite ucraina” con le indagini su un giro di corruzione che coinvolgerebbe il principale fornitore di energia nucleare, Energoatom, ma soprattutto l’attuale ministro della Giustizia German Galushchenko (sospeso dal suo incarico) -e alcuni imprenditori ex soci del presidente ucraino, ha dovuto ammettere le grosse difficoltà sul fronte est. “L’attenzione principale è adesso rivolta a Pokrovsk e Zaporizhzhia, dove i russi stanno intensificando il numero e l’entità degli attacchi”, ha spiegato Zelensky sui suoi social.

Le intenzioni di Putin sono chiare. In vista di eventuali negoziati, che si sono ulteriormente allontanati dopo che i rapporti tra Mosca e Washington si sono nuovamente deteriorati, il presidente russo mira a portare sul tavolo l’occupazione totale delle quattro regioni (Donetsk, Luhansk Kherson e Zaporizhzia) parzialmente conquistate dai suoi soldati nelle prime settimane di guerra e dove poi aveva voluto sancire l’annessione con il referendum illegale nel settembre 2022.