Approvata una prima proposta di legge che potrebbe portare alla fine dello shutdown, il blocco delle spese federali, negli Stati Uniti: quello in corso è il più lungo nella storia, dura da quattro settimane. A decretare questa prima approvazione della proposta, il voto favorevole di otto senatori democratici nonostante l’opposizione del partito. “Sembra che ci stiamo avvicinando alla fine dello shutdown. Lo saprete molto presto”, ha detto il Presidente Donald Trump al rientro alla Casa Bianca dopo il weekend passato a giocare a golf nel suo resort in Florida.
Lo shutdown, o “chiusura” o “spegnimento”, è cominciato lo scorso primo ottobre. I dipendenti federali sono senza stipendio, migliaia di voli sono stati cancellati, disservizi anche nella distribuzione dei sussidi per il cibo di cui usufruiscono milioni di cittadini. La proposta prevedeva lo stanziamento di fondi per tutte le attività dell’amministrazione fino al 30 gennaio e fino al 30 settembre per i dipartimenti di Difesa e Agricoltura. Doveva essere approvata con una maggioranza qualificata di 60 senatori su 100. I Repubblicani hanno 53 senatori.
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La maggioranza è stata raggiunta grazie ai voti di otto senatori democratici centristi e di un indipendente. A votare a favore del pacchetto sono stati i senatori democratici Catherine Cortez Masto, Dick Durbin, John Fetterman, Tim Kaine, Maggie Hassan, Jacky Rosen, Jeanne Shaheen e il senatore indipendente Angus King. Sui social sono stati bersagliati da insulti e offese. I dem hanno ottenuto dalla maggioranza repubblicana alcune concessioni sulle contrattazioni tra Stato e compagnie assicurative per le assicurazioni sanitarie. Alla Camera sarà necessaria una maggioranza semplice.
L’accordo, secondo i senatori, punta a ricostituire il programma di assistenza alimentare che sostiene 42 milioni di cittadini statunitensi e che blocca il licenziamento di migliaia di dipendenti federali da parte di Trump. La proposta “tutelerà i dipendenti federali dai licenziamenti ingiusti, reintegra coloro che sono stati licenziati ingiustamente durante la chiusura e garantirà che i dipendenti federali ricevano la loro retribuzione retroattivamente”, ha dichiarato il senatore democratico Tim Kaine in una nota.
Proseguono intanto disagi negli aeroporti degli Stati Uniti, colpiti in particolare i controllori di volo. Oltre 2.700 voli sono stati cancellati domenica scorsa, oltre 10mila hanno subito ritardi e coinvolto gli scali di Newark e LaGuardia a New York, O’Hare di Chicago e Hartsfield-Jackson di Atlanta. Il ritorno alla normalità del traffico aereo potrebbe richiedere giorni poiché i finanziamenti federali hanno bisogno di tempo per rimettersi in moto.