La sua potenza è scesa a livello 3, dal 5 come massimo previsto dalla scala Saffir-Simpson che classifica l’intensità degli uragani. Ma Melissa, la tempesta che nelle scorse ore ha interessato la Giamaica con forti piogge e venti fino a 250 chilometri orari, ha già fatto il suo: l’isola caraibica è stata duramente colpita dall’uragano, provocando gravi danni ancora non quantificabili.
I danni dell’uragano Melissa in Giamaica
Parlando alla Cnn, il primo ministro giamaicano Andrew Holness ha detto alla CNN che ci sono stati danni consistenti a “ospedali, case private, strutture commerciali e rete stradale”. Holness ha dichiarato il Paese “zona disastrata” dopo il passaggio della tempesta: significa che il governo avrà dei poteri speciali, che fra le altre cose hanno l’obiettivo di impedire le speculazioni sul prezzo dei beni di prima necessità
Più di 240mila utenze (circa mezzo milione di persone) sono rimaste senza elettricità e circa un quarto del sistema di telecomunicazioni giamaicano è fuori uso: i danni più ingenti sono avvenuti nel sud dell’sola, in particolare a Clarendon e nella parrocchia sud-occidentale di St. Elizabeth, che secondo quanto dichiarato da Desmond McKenzie, vice presidente del Consiglio giamaicano per la gestione dei rischi di catastrofi, è stata “sommersa dall’acqua”. La tempesta ha anche danneggiato quattro ospedali e ne ha lasciato uno senza elettricità, costringendo le autorità a evacuare 75 pazienti.
Melissa ha raggiunto le coste dell’isola intorno alle 13 ora locale (le 18 in Italia, ndr), con la prima città a subire gli effetti devastati della tempesta che è stata New Hope, investita da venti a 250 chilometri orari, per poi spostarsi verso la capitale Kingston e lasciare il Paese in direzione Cuba, in un “viaggio” in cui ha fortunatamente perso potenza distruttiva tanto da venire riclassificata a livello 3.
Il bilancio, assolutamente provvisorio, è invece di 7 vittime: 3 in Giamaica durante i preparativi per la tempesta, 3 ad Haiti e 1 nella Repubblica Dominicana.
La tempesta a Cuba e Haiti
Declassata alla categoria 3, ma comunque in grado di generare devastazione su ampia scala, l’uragano Melissa ha quindi toccato terra nella porzione sudorientale di Cuba. Ad essere colpite Santiago de Cuba, la seconda città più popolosa del Paese, così come la baia di Guantanamo, sede della nota base militare statunitense.
Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha avvertito la popolazione di prepararsi a “una notte molto difficile”: le autorità locali, secondo il quotidiano del partito Granma, hanno evacuato più di 700mila persone.
Cuba, come la vicina Haiti che nelle prossime ore sarà a sua volta colpita dalla tempesta, vive da tempo una grave crisi economica: il governo ha capacità limitate di rispondere ad emergenze di vaste proporzioni come quelle provocate dal passaggio di un uragano come Melissa e per questo si teme che in queste condizioni la tempesta possa provocare enormi danni.