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Crisi in Sudan, i miliziani delle Rsf annunciano la conquista di Al Fashir dopo mesi di assedio: civili allo stremo

Crisi in Sudan, i miliziani delle Rsf annunciano la conquista di Al Fashir dopo mesi di assedio: civili allo stremo

Un Paese ormai diviso in due. Domenica 26 ottobre le Rapid Support Forces (Rsf) hanno annunciato di aver preso il controllo di Al Fashir, l’ultima importante città della regione del Darfur, in Sudan, che ancora non avevano conquistato perché sotto il controllo dell’esercito.

Si tratta dell’ultimo capitolo di una sanguinosa guerra civile che sta sconvolgendo il Paese africano, dove è in corso una delle più gravi crisi umanitarie degli ultimi decenni, con migliaia di morti, sfollati (secondo alcune stime sarebbero 12 milioni su 50 milioni di abitanti) e popolazione ridotta alla fame.

Sui social sono comparsi diversi video, diffusi dalle Rsf, che mostrano centinaia di uomini in abiti civili seduti in terra, circondati da combattenti che indossano la divisa dei paramilitari. L’esercito regolare non ha invece ufficialmente reagito agli annunci dei ribelli, che hanno proclamato “vittoria” dopo aver assunto il controllo del quartier generale dell’esercito ad Al Fashir.

La città, capoluogo del Darfur settentrionale, era sotto assedio ormai dallo scorso maggio. Secondo le Nazioni Unite circa 260mila civili sono rimasti bloccati al suo interno, mentre più di un milione di persone sono fuggite dalla città dall’inizio del conflitto. Il timore è quello che in città si possano verificare massacri su base etnica, in particolare contro gli zaghawa: quando a fine 2023 le Rapid Support Forces conquistarono la città di El Geneina, sempre nel Darfur, i miliziani uccisero oltre 15mila civili.

La guerra civile è in corso ormai dall’aprile 2023 tra l’esercito regolare, guidato dal capo della giunta militare Abdel Fattah al Burhan, e le Rsf, guidate da Mohamed Hamdan Dagalo, noto anche come Hemedti.

Le  Rapid Support Forces sono di fatto una “evoluzione” dei janjawid, la famigerata milizia di etnia bagnar che tra il 2003 e il 2005 massacrò centinaia di migliaia di sudanesi in Darfur nel corso di una prima guerra civile, quando gruppi armati di ribelli locali insorsero contro il governo di Khartoum accusando il regime di Omar Hasan Ahmad al-Bashir di discriminare la popolazione locale.

Al-Bashir venne rovesciato nel 2019 a seguito di proteste popolari appoggiate dai militari: oggi l’ex dittatore è ricercato dalla Corte penale internazionale con l’accusa di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra legati al conflitto nel Darfur.

L’attuale guerra civile in corso tra Abdel Fattah Durhan e Dagalo nasce sostanzialmente da quanto accaduto nel 2019. Dopo una breve parentesi democratica, nell’ottobre del 2021 i due generali unirono le forze per rovesciare il governo civile con l’ennesimo colpo di stato e instaurare una dittatura militare.

Nel dicembre 2022, su pressioni, internazionali, Abdel Fattah Durhan e Dagalo avevano finalmente acconsentito a iniziare una transizione democratica che avrebbe dovuto portare il Paese a elezioni democratiche nel 2023. Ma l’accordo tra quelli che un tempo erano alleati è fallito sul ruolo delle Forze di supporto rapido: l’accordo prevedeva infatti lo scioglimento delle Rfs e il loro confluire nell’esercito regolare, mossa che aveva trovato l’immediata opposizione di Dagalo e allo scontro militare che ancora oggi prosegue mietendo centinaia di migliaia di vittime.