Nel momento della tregua dall’autunno caldo delle Regionali – si tornerà a votare tra domenica 23 e lunedì 23 novembre in Campania, Puglia e Veneto – gli italiani si esprimono a bocce un po’ più ferme sugli accordi di tregua raggiunti da Israele e Hamas nella Striscia di Gaza dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 dell’organizzazione islamista e la reazione militare dello Stato Ebraico. Lo hanno fatto nel sondaggio SWG per il TgLa7 che si interrogava anche sui meriti di quell’intesa e sul Nobel a Trump. I puntuali orientamenti di voto sono stati calcolati rispetto ai dati dello scorso 13 ottobre.
La stragrande maggioranza degli italiani, per iniziare, giudica positivo l’accordo raggiunto tra Israele e Hamas su cessate il fuoco e scambio tra prigionieri e ostaggi: una percentuale che raggiunge l’89%. Più scetticismo sulla durata dell’intesa: soltanto per l’11% durerà per molti anni, per il 26% durerà per qualche anni, per il 30% per qualche settimana, per il 33% per qualche mese. A Trump viene riconosciuto il merito di aver giocato un ruolo fondamentale per raggiungere l’accordo: questo sostiene il 74% degli interpellati.
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A seguire i leader dei Paesi arabi al 61%, non trascurabile la percentuale (52%) di chi crede che la pressione esercitata dall’opinione pubblica mondiale – e quindi tramite le manifestazioni pro Pal – abbia giocato un ruolo. Segue la pressione dell’opinione pubblica israeliana (39%), Netanyahu e il governo israeliano (34%), Hamas (30%) e i leader dei Paesi europei (30%). Schiacciante la percentuale di chi crede che Trump non avrebbe meritato di vincere il Premio Nobel per la pace nel 2025, andato alla venezuelana Maria Corina Machado: 65%. Contro il 17% dei favorevoli all’onorificenza.
Gli orientamenti di voto dei partiti italiani
Fratelli d’Italia, il partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sempre inarrivabile in vetta, sale perfino dello 0,2%, al 31%. Staccatissimi gli alleati di governo del centrodestra: nel sondaggio per La7, il derby intestino alla maggioranza lo spunta la Lega del vice primo ministro e segretario Matteo Salvini, che perde lo 0,2% ma resta sempre in vantaggio rispetto a Forza Italia, gli Azzurri del vice premier Antonio Tajani inseguono al 7,9%. Noi Moderati di Maurizio Lupi sempre stabile intorno all’1%.
Anche dalle parti delle opposizioni non si verificano grandi sommovimenti. Il Partito Democratico della segretaria Elly Schlein guadagna lo 0,3% e sale al 22,1%. Bisogna arrivare al 13,2% per trovate il Movimento 5 Stelle dell’ex premier e “avvocato del popolo” Giuseppe Conte, in perdita dello 0,2% dopo le dimissioni da vicepresidente del partito dell’ex sindaca di Torino Chiara Appendino. Alleanza Verdi e Sinistra scivola dello 0,2% e scende fino al 6,6%.
Ancora non sfonda l’ex Terzo Polo, imploso praticamente subito dopo le elezioni politiche del 2022 che portarono Meloni a Palazzo Chigi: Azione dell’ex ministro Carlo Calenda è al 2,9%, Italia Viva dell’ex premier Matteo Renzi è al 2,3%. Segue in fondo al listone +Europa, all’1,8%. Alla voce generica “altro partito” va il 2,7% mentre scende di due punti percentuali, ma resta sempre altissima, la quota di chi non si esprime, al 31%, a conferma degli altissimi tassi di astensione a ogni appuntamento elettorale.