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Sinistra a valanga in Toscana, batosta per Meloni preoccupata da Puglia e Campania: la premier pensa alla legge elettorale

Photo credits: Sara Minelli/Imagoeconomica

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Le cifre definitive le vedremo domani. Il risultato politico invece è chiarissimo da subito. Il Campo largo ha sfondato in Toscana e ha stravinto le elezioni regionali. Eugenio Giani è presidente per la seconda volta consecutiva e ha vinto con un vantaggio abissale sul suo concorrente di centrodestra, cioè Alessandro Tomasi: quasi quindici punti di distacco. Grosso modo il risultato finale dovrebbe essere intorno al 55 per cento per Giani e intorno al 40 per cento per Tomasi. Nel gergo politico si chiama risultato bulgaro. Ed è molto forte anche il distacco tra il Pd, che è largamente il primo partito, e Fratelli d’Italia. Circa 10 punti di differenza: intorno al 33 per cento il Pd, intorno al 23 per cento il partito della Meloni.

Appena una settimana fa i giornali e il mondo politico avevano recitato il de profundis per il campo largo. La vittoria con largo vantaggio di Roberto Occhiuto in Calabria aveva scatenato la fantasia. Erano iniziate le analisi sul perché il campo largo non funzionava. In sette giorni tutte quelle riflessioni vanno al macero. L’alleanza tra Pd, riformisti, sinistra radicale e 5 Stelle ha funzionato perfettamente. I riformisti riuniti nella “casa” inventata da Renzi hanno ottenuto un risultato imprevedibile, intorno all’otto per cento. La sinistra si è confermata attorno al 6 per cento. Solo i 5 Stelle hanno subito una arretramento, ma si sa che i 5 Stelle non sono mai forti nelle competizioni regionali, e in particolare non sono forti in Toscana.

A rendere ancora più pesante la sconfitta del centrodestra e del governo ci sono i 4 o 5 punti raccolti da una candidata della sinistra radicale che correva fuori dalle coalizioni, Antonella Moro Bundu (mamma fiorentina, papà della Sierra Leone), della lista “Toscana Rossa” che ha ottenuto, bisogna dirlo, un risultato eccezionale. Diciamo che Campo largo più sinistra radicale sono vicini al 60 per cento. A questo punto sarà possibile ragionare con maggior serenità sui rapporti di forza tra destra e sinistra, e aspettare i risultati di Campania e Puglia che saranno molto importanti per provare ad accennare a qualche proiezione nazionale. E se sarà confermata una notevole tenuta del centrosinistra è probabile che Giorgia Meloni penserà seriamente alla correzione della legge elettorale.