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Capo Verde ai Mondiali di calcio, la favola dell’arcipelago africano: è il Paese più piccolo a giocare il torneo

Capo Verde ai Mondiali di calcio, la favola dell’arcipelago africano: è il Paese più piccolo a giocare il torneo

Se l’Italia dovrà, salvo clamorosi crolli della Norvegia, giocarsi la qualificazione ai prossimi Mondiali negli Stati Uniti del 2026 ai play-off, c’è un minuscolo arcipelago di isole abitate da poco più di 500mila persone che ha già staccato il ticket per la prossima Coppa del Mondo di calcio che si disputerà in Nord America.

È la favola di Capo Verde, che lunedì ha centrato la qualificazione ai Mondiali per la prima volta nella sua storia: le è bastato vincere in casa contro l’eSwatini (l’ex Swaziland) con il risultato di 3-0 nell’ultima partita di un girone di qualificazione che con grande sorpresa l’ha vista arrivare prima davanti al ben più forte Camerun, la nazionale africana con più partecipazioni ai Mondiali di calcio.

Un risultato che è già storia: con i suoi 4mila chilometri quadrati di superficie, l’estate prossima diventerà il Paese più piccolo a giocare i Mondiali di calcio.

Cos’è Capo Verde

Costituito da un arcipelago di dieci isole vulcaniche (di cui solo una disabitata) situate nell’Oceano Atlantico, a circa 500 km al largo delle coste del Senegal, la Repubblica di Capo Verde prende il nome dalla penisola di Capo Verde, il punto più occidentale dell’Africa continentale.

Ex colonia portoghese, da cui ottenne l’indipendenza nel 1975, è stato a lungo uno dei Paesi più poveri del continente africano: circa il 40 per cento della popolazione del paese vive con meno di 2 dollari statunitensi al giorno. Recentemente però, grazie al turismo, sulle isole si sta sviluppando una più solida economia, che si fonda però ancora su aiuti umanitari e soprattutto sulle rimesse degli emigrati.

Il miracolo calcistico di Capo Verde

La Nazionale capoverdiana si è qualificata come prima del girone D africano davanti ad un gigante calcistico del continente come il Camerun, ma anche davanti alla Libia, Paese di maggiore tradizione calcistica e che soprattutto può contare su 8 milioni di abitanti, un bacino di possibili calciatori ben più ampio in confronto ai 500mila capoverdiani.

Quella di Capo Verde è stata una ascesa rapidissima nel calcio africano e mondiale: prima del 1982 l’arcipelago non aveva una sua Nazionale di calcio e fino al 2013 non aveva partecipato ad alcun trofeo, compresa la Coppa d’Africa. L’anno decisivo è stato il 2000, quando la Nazionale vinse la Coppa Amílcar Cabral, un torneo giocato tra le nazionali dell’Africa occidentale tra il 1979 e il 2007, spingendo la FIFA ad investire in strutture sulle isole.

Già nel gennaio 2024, in occasione della Coppa d’Africa disputata in Costa d’Avorio, Capo Verde era riuscita a raggiungere i quarti di finale del torneo arrivando prima nel suo girone davanti a colossi del calcio africano come Egitto e Ghana. Già all’epoca a guidare dalla panchina la Nazionale c’era Pedro Leitão Brito, ex calciatore e oggi ct dei capoverdiani, noto col soprannome di Bubista. A lui va il merito di aver sviluppato un ottimo lavoro di scouting e, soprattutto, di aver convinto diversi giocatori di buon livello con doppia cittadinanza a scegliere di rappresentare Capo Verde. È il caso del difensore Logan Costa, in forza al Villareal nella Liga spagnola: è francese ma naturalizzato capoverdiano. Con lui in Nazionale giocano calciatori impegnati nei campionati più disparati: in Portogallo, Arabia Saudita, Russia, Turchia, Bulgaria, Irlanda. Tra questi anche una vecchia conoscenza del campionato italiano di Serie A: l’ex attaccante dell’Hellas Verona Dailon Livramento, lo scorso anno agli scaligeri e oggi in Portogallo al Casa Pia.

La storica qualificazione di Capo Verde ai Mondiali è stata celebrata anche dal presidente della FIFA Gianni Infantino: “Che momento storico: benvenuti a tutti i capoverdiani, per la loro prima volta ai Mondiali. Il vostro lavoro nel movimento del calcio – il messaggio con un video Instagram, in portoghese – è stato incredibile nell’ultimo anno, e ora le vostre stelle diventeranno globali e faranno crescere una nuova generazione di amanti del calcio, a Capo Verde. Non vediamo l’ora di conoscere i vostri avversari, nel sorteggio del 5 dicembre”.