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Rutte promuove il riarmo Nato agitando la minaccia russa: “Missili di Mosca potrebbero colpire Roma”

Rutte promuove il riarmo Nato agitando la minaccia russa: “Missili di Mosca potrebbero colpire Roma”

Prima era stato Volodymyr Zelensky, quindi Mark Rutte. Se pochi giorni fa a tirare in ballo l’Italia come possibile obiettivo di missili russi, giovedì è stato il segretario generale della Nato a citare Roma come “meta” di attacchi del Cremlino.

Parole che lambiscono un vero e proprio terrorismo psicologico: ad oggi infatti non esiste alcuna minaccia esplica del Cremlino, né da Difesa e servi segreti sono arrivati allarmi in tal senso, o misure di protezione aumentate a difesa di obiettivi sensibili.

Eppure il leader dell’Alleanza Atlantica, soprattutto per giustificare l’imponente riarmo e spesa per la difesa chiesta ai partner, fino al 5% del Pil, con in programma anche un rafforzamento del fronte Est dell’Europa, parla apertamente di uno scenario che sarebbe quello di una vera e propria terza guerra mondiale.

“Siamo tutti in pericolo, i più avanzati missili russi potrebbero colpire Roma, Amsterdam o Londra a cinque volte la velocità del suono e non possono essere intercettati con i nostri sistemi antimissile tradizionali”, dice il numero uno dell’Alleanza Atlantica delineando il quadro al Tg1.

Per Rutte infatti le armi a disposizione del regime di Vladimir Putin “sono un gravissimo pericolo, significa che siamo tutti sul fronte orientale, non solo l’Estonia, la Polonia o la Romania, ma anche l’Italia”, esortando a “stare estremamente attenti” alle mosse del Cremlino. Putin “è già il nostro principale avversario, la principale minaccia nel lungo periodo”. Secondo il segretario generale della Nato, dal punto di vista del rafforzamento delle capacità militari, potrebbe “effettivamente rappresentare una minaccia credibile contro la Nato, come hanno sottolineato alcuni colleghi europei”.

Proprio su quel confine Est c’è chi, senza mezzi termini, dice che l’Europa è già in guerra con Mosca. Le parole, di inaudita gravità, sono del premier polacco Donald Tusk: “Per prima cosa dobbiamo combattere le illusioni e la prima è che non siamo in guerra. Lo siamo – ha affermato il premier polacco al vertice della Comunità politica europea di Copenaghen -. Ma è un nuovo tipo di guerra, molto complessa. Ed è la nostra guerra e se l’Ucraina perde sarà anche la nostra sconfitta”.

Una responsabilità rovesciata a Mosca da Vladimir Putin, che gli dà sostanzialmente ragione ma al contrario accusa “tutti i Paesi Nato, sono in guerra con la Russia e non ne fanno segreto”. Secondo il presidente russo infatti, gli istruttori dell’Alleanza Atlantica sono impegnati non solo nell’addestramento delle forze ucraine, ma anche nel processo decisionale del conflitto. Ma “è impossibile credere” che la Russia voglia attaccare i Paesi europei del Patto Atlantico. Secondo Putin lo sanno anche i governi europei, che a suo dire sono i veri sostenitori della guerra ad oltranza.