Internet bloccato in tutto il Paese. Da lunedì il regime dei talebani ha interrotto la connessione al web in Afghanistan, dove sono tornati al governo del Paese nel 2021 dopo la “fuga” del folto contingente statunitense presente da un ventennio sul territorio.
Un processo graduale che era iniziato da due settimane, quando la connessione a fibra ottica era già stato sospeso in molte parti del territorio nazionale con l’obiettivo, secondo il regime islamico tornato al potere a Kabul, di limitare “l’uso improprio di internet” e prevenire “atti immorali”. Spiegazioni ufficiali per il blocco totale delle connessioni non sono state fornite, ma la decisione resterà in vigore “fino a nuovo ordine”.
Come ricostruito dal portale di monitoraggio web NetBlocks, lo stop alla connessione internet è iniziato alle 17 (ora locale) di lunedì. Da quel momento il Paese è di fatto isolato a livello internazionale: anche note agenzie di stampa internazionali come Associated Press e Agence France-Presse hanno entrambe detto di non essere state più in grado di contattare i loro uffici a Kabul.
La mossa del regime non sorprende, anche se un blocco totale dell’intero Paese era inaspettato. Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, in passato, aveva detto che il governo aveva pensato alla possibilità di utilizzare filtri per promuovere la propria ideologia islamica conservatrice, ma di non averlo potuto fare per la mancanza di soldi necessari ad una operazione di questo tipo.
Le ripercussioni del blocco di internet nel Paese si sono fatte sentire ovviamente nella vita quotidiana, con voli cancellati all’aeroporto di Kabul e attività economiche e servizi di vario tipo fermi. La CNN cita Mohammad Hadi, un cittadino afghano che vive in India dal 2019, che ha riferito all’emittente statunitense che da lunedì pomeriggio “non è più possibile comunicare con nessuno” in Afghanistan, né capire se le persone rimaste lì “stiano bene o no”.