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Anche Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo riconoscono la Palestina, furia Israele: “Ricompensa agli assassini di Hamas”

People shout slogans and hold Palestinian flags while protesting during the twenty-first stage of La Vuelta cycling race from Alalpardo to Madrid, Spain, Sunday, Sept. 14, 2025. (AP Photo/Andrea Comas)

People shout slogans and hold Palestinian flags while protesting during the twenty-first stage of La Vuelta cycling race from Alalpardo to Madrid, Spain, Sunday, Sept. 14, 2025. (AP Photo/Andrea Comas)

Sono soltanto gli ultimi governi occidentali, tutti quanti domenica scorsa, a riconoscere lo Stato della Palestina: Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo. La decisione precede di poche dall’inizio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si apre oggi a New York. Proprio della crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza e sulla possibilità di due Stati indipendenti si discuterà e New York. La risposta di Israele ai riconoscimenti: non ci sarà mai uno Stato palestinese, le colonie illegali in Cisgiordania continueranno a espandersi.

Quelli questi ultimi quattro Stati sono riconoscimenti molto significativi considerato che la maggiora parte dei governi che riconoscono la Palestina si trovano in Africa, Asia, Europa dell’Est e America Latina. Anche Francia e Belgio avevano annunciato il riconoscimento. Le decisioni rappresentano una forma di pressione, oltre che di legittimazione politica, sul governo israeliano per fermare la strage in corso nella Striscia di Gaza scatenata dai massacri del 7 ottobre 2023 perpetrati da Hamas in Israele. Al momento sono 145 i Paesi che riconoscono la Palestina su un totale di 193 Stati membri. Almeno 46 Paesi non riconoscono lo Stato palestinese indipendente.

L’annuncio del premier britannico Keir Starmer è arrivato domenica pomeriggio in un videomessaggio. “Questa soluzione non è una ricompensa per Hamas, perché Hamas non potrà avere futuro, nessun ruolo nel governo, nessun ruolo nella sicurezza. Abbiamo già sottoposto Hamas a delle sanzioni e andremo oltre nelle prossime settimane”. Starmer ha anche duramente denunciato le operazioni di Israele nella Striscia di Gaza.

A New York previsti gli interventi del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e del presidente palestinese, Mahmoud Abbas, anche se quest’ultimo non sarà presente personalmente a causa del veto al vito messo dal governo degli Stati Uniti. La Palestina è stato non membro delle Nazioni Unite dal 2012 cui è stato riconosciuto il ruolo di osservatore non permanente. “All’Onu – ha detto il premier israeliano nella riunione settimanale del governo, parlerà venerdì davanti all’Assemblea generale – presenterò la verità. Questa è la verità di Israele, ma è anche la verità oggettiva della nostra giusta lotta contro le forze del male e della nostra visione di una vera pace: la pace attraverso la forza”. Il ministro estremista Itamar Ben Gvir ha definito l’iniziativa una “ricompensa per gli assassini” di Hamas ed ha annunciato di voler “presentare una proposta alla prossima riunione del governo per l’immediata applicazione della sovranità israeliana” anche sulla Cisgiordania.

Gli USA hanno riconosciuto gli ultimi riconoscimenti occidentali come “puramente simbolici” secondo un portavoce del dipartimento di Stato citato da Afp. “Le nostre priorità sono chiare: il rilascio degli ostaggi, la sicurezza di Israele e la pace e la prosperità per l’intera regione, possibili solo senza Hamas”. Nessun passo avanti da parte dell’Italia: Roma ha un ufficio consolare a Gerusalemme che intrattiene rapporti con le autorità palestinesi ma il governo Meloni non ha alcuna intenzione al momento di procedere al riconoscimento e di compromettere le sue relazioni con Israele.