Anche la Spagna ha fatto sapere che, qualora dovesse partecipare Israele, non sarà in gara all’edizione del festival dell’Eurovision nell’edizione del 2026. Lo ha fatto sapere in un comunicato la Radiotelevisione pubblica spagnola rendendo nota la decisione del Consiglio di Amministrazione. E quello dell’Eurovision Song Contest – la più popolare manifestazione di musica commerciale in Europa, organizzata dall’EBU, European Broadcasting Union – diventa un vero e proprio caso, dopo l’annuncio del boicottaggio di Islanda, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia proprio mentre l’esercito israeliano ha fatto scattare l’invasione di Gaza City annunciata già lo scorso agosto.
È una questione all’ordine del giorno, nello sport per esempio: con il dilemma sull’opportunità di far partecipare o meno sportivi e squadre nazionali israeliane alle competizioni, com’era successo anche all’Italia nel caso della partita valida per le qualificazioni al Mondiale di calcio maschile in programma l’anno prossimo negli Stati Uniti. Non una novità: succedeva tra USA e URSS ai tempi della Guerra Fredda, succede alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio del 2022. I boicottaggi minacciati puntano a mettere pressione all’assemblea generale dell’Unione Europea di Radiodiffusione (UER), prevista agli inizi di dicembre, che dovrà decidere se mantenere la tv pubblica israeliana Kan nella competizione.
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L’anno prossimo la competizione musicale europea è in programma a Vienna, capitale dell’Austria. La Spagna è il primo Paese dei cosiddetti Big Five – fondatori e finalisti di diritto: Italia, Francia, Germania, Regno Unito – che minaccia il boicottaggio. 10 voti a favore, 4 contrari, 1 astenuto alla proposta all’ordine del giorno avanzata dal presidente di Rtve, José Pablo Lopez. Nessuna alterazione al contrario al Festival di Benidorm, “un festival con propria identità, totalmente consolidato e che il prossimo anno celebra la sua quinta edizione”, una sorta di Sanremo spagnolo creato dalla Rtve con la Generalitat Valenciana in cui vengono scelti brano e artista che parteciperanno all’Eurovision.
Già prima della scorsa edizione, che si è tenuta a primavera in Svizzera, oltre 70 artisti avevano firmato una petizione in cui si chiedeva che la partecipazione di Israele fosse vietata. RTÉ, l’emittente pubblica della Repubblica d’Irlanda, ha parlato di partecipazione “immorale” considerata la “continua e terribile perdita di vite” a Gaza.
“Chi dice che lo sport deve stare fuori dalla politica (e viceversa) sa di dire una sciocchezza. Non è mai stato così, fin dalla Grecia antica. Già 2800 anni fa, gli atleti gareggiavano a Olimpia rappresentando la propria ‘polis‘ (radice stessa della parola ‘politica’), diventavano esempio per la propria comunità che li premiava con quello che oggi chiameremmo un ‘vitalizio’: casa, pasti gratuiti e, spesso, proprio con ruoli politici o militari. Chiunque conosca la storia dello sport in modo non superficiale sa anche che lo sport non è mai riuscito a fermare le guerre”, aveva detto in un’intervista all’Unità Mauro Berruto, parlamentare e membro della Direzione nazionale del Partito Democratico, ex allenatore della Nazionale maschile di pallavolo.
Eurovision è storicamente restia a prendere decisioni che abbiano direttamente a che fare con la politica, ha spesso rimandato all’obiettivo di “unire le persone attraverso la musica”, parla di una competizione tra emittenti pubbliche e non tra governi. Anche se dal 2022 la Russia non partecipa più dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, un’esclusione per non aver rispettato alcune condizioni dell’organizzazione, avevano spiegato dall’EBU. Kiev aveva vinto l’edizione 2022 con la canzone Stefania della Kalush Orchestra. La lista dei partecipanti alla prossima edizione dovrebbe essere resa pubblica a dicembre.