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Lutto per Giorgio Armani? Ok, ma facciamolo anche per le vittime del Mediterraneo

Foto da X

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Il Comune di Milano ha dichiarato il lutto cittadino per la morte di Giorgia Armani. I principali giornali italiani hanno dedicato un centinaio di pagine ai necrologi.

Non ho niente, proprio niente contro Armani, anche se non ho capito bene quali siano i suoi grandi meriti sociali. Mi dicono che disegnasse e realizzasse dei vestiti molto belli. E che fosse un maestro di eleganza.

Probabilmente è vero. Non sono sicuro che di per sé la dote di essere un buon sarto sia sufficiente per consacrarti padre della patria. Comunque non c’è niente di male a dichiarare una giornate di lutto per la morte di una brava persona. E capisco che la parte più ricca dell’Italia, quella che vestiva Armani o ambiva a farlo, sia particolarmente scossa dalla perita, che comunque colpisce anche me.

A proposito di milanesi importanti, non mi pare che fu dichiarato il lutto cittadino, quattro anni fa, quando morì Gino Strada. Forse se lo sarebbe meritato, no? Ho persino il sospetto che la funzione sociale e umanitaria del suo lavoro sia stata superiore. Una sala operatori a Kabul, talvolta, può essere più importante di un tailleur o di un gessato.

Gino Strada ha portato grande lustro a Milano, anche se era, credo – perché non l’ho conosciuto – un po’ scorbutico, a differenza di Armani, persona particolarmente cortese…

Ormai è andata. Lasciamo stare. Però una proposta ce l’avrei. Nel Mediterraneo, a due passi dalle coste italiane, da molti anni muoiono migliaia e migliaia di profughi. Di una morte terribile. Soffocati, annegati. Magari dopo giorni in balia del mare. Anche moltissimi bambini, alcuni molto piccoli. Sono morti, di solito, perché i soccorsi erano insufficienti.

Da qualche anno l’insufficienza dei soccorsi è aumentata, e i morti si sono moltiplicati, per via delle politiche dei governi. Recentemente svariati governi, non solo di destra, hanno approvato leggi che mettono in difficoltà le imbarcazioni di soccorso. Da quando c’è il governo Meloni addirittura si sono fatte leggi dichiaratamente volte a ostacolare i salvataggi. Leggi che prevedono di dirottare le navi di soccorso in posti lontanissimi, che stabiliscono il fermo delle navi dei soccorsi per diverse settimane, e addirittura che impediscono agli aerei – decisivi per vedere le barchette dei profughi – di alzarsi in volo. Sarebbe come fare una legge che prevede che una ambulanza che soccorre un ferito a piazza del Popolo, a Roma, lo porti all’ospedale di Lucca.

Allora mi è venuto in mente che per tutti questi morti innocenti, dimenticati, per i quali nessuno si mobilita, tranne qualche vescovo e i volontari delle Ong, potremmo non dico fare una settimana intera, ma almeno un giorno di lutto. Non al posto del lutto per Armani, ma in aggiunta. Non vi sembra una proposta ragionevole? In fondo sono almeno 18mila persone morte che abbiamo un po’ tutti sulla coscienza.