Nel Sudan sconvolto da un ventennio di guerra civile ci si mette anche la natura. Più di mille persone sono morte a causa di una frana che ha colpito un villaggio sulla montagna Marra, nella regione del Darfur, nell’ovest del Paese.
Il villaggio travolto dalla frana si chiamava Tarasin e sarebbe andato completamente distrutto: un solo abitante sarebbe sopravvissuto all’evento, secondo quanto raccontato dal Movimento per la liberazione del Sudan, il gruppo ribelle che controlla la zona e che ha chiesto l’aiuto dell’Onu e di altre organizzazioni umanitarie internazionali.
La frana è avvenuta nella giornata di domenica a seguito delle forti piogge che hanno interessato l’area. A Tarasin e in generale sui monti Marra, secondo quanto riferito dalla Reuters, si erano rifugiate molte persone che hanno tentato di sfuggire al conflitto tra l’esercito regolare del Sudan e il gruppo paramilitare della Rapid Support Forces, che da oltre due anni combattono una sanguinosa guerra civile che ha provocato migliaia di morti e numerosi crimini di guerra da ambo le parti.
Il Darfur già tra il 2003 e il 2006 fu oggetto di una furente guerra civile che per molti va considerato un autentico genocidio: gruppi locali armati di etnia non baggara insorsero contro il governo centrale sudanese di Omar al Bashir, che intervenne assoldando i Janjawid, un gruppo di miliziani arabi di etnia baggara, che attaccarono villaggi e uccisero migliaia di persone, anche utilizzando la tortura.
Oggi la regione del Darfur è quasi interamente controllata dalle RSF, le Rapid Support Forces, che a fine luglio hanno annunciato la formazione di un governo locale in contrapposizione al governo ufficiale: a marzo avevano inoltre preso il controllo della capitale Khartum.
Lo scontro tra RSF e governo centrale, diventato di fatto una guerra civile, è scoppiato nell’aprile del 2023, quando fallirono gli accordi tra le due grandi fazioni armate che controllavano il Paese. Un conflitto che ha provocato oltre 13 milioni di sfollati su una popolazione di circa 50 milioni, oltre a 150mila morti.