Costretto a scappare, lasciando assieme alla sua scorta un evento pubblico che stava tenendo a Lomas de Zamora, nella provincia di Buenos Aires, dopo che manifestanti hanno tirato pietre e altri oggetti contro l’auto su cui viaggiava.
È la protesta clamorosa andata in scena nella cittadina argentina contro il presidente Javier Milei. A scatenarla, secondo il quotidiano La Nacion, sarebbero stati militanti peronisti infiltrati tra i sostenitori di La Libertad Avanza, il partito di Milei con cui nel 2023 è stato eletto presidente.
Con lui nell’auto c’era la sorella Karina, vero e proprio “deus ex machina” dell’amministrazione Milei, e proprio contro di lei erano rivolti alcuni cartelli esposti dai manifestanti.
La più fidata collaboratrice del presidente argentino, che guida il Paese con un mix di politiche ultraliberiste in campo economico e di estrema destra nel campo dei diritti civili, è al centro di uno scandalo per presunta corruzione.
Lo scandalo corruzione
A tirarla in ballo è stato un ex funzionario del governo argentino, Diego Spagnuolo, anche lui molto vicino a Javier Milei, tanto da esser stato dirigente di La Libertad Avanza sin dalla fondazione nel 2021 e anche avvocato del presidente: Spagnuolo fino a pochi giorni fa era direttore dell’Andis, l’Agencia Nacional de Discapacidad, l’agenzia responsabile dei programmi sociali per le persone con disabilità.
Il caso scoppia con la diffusione lo scorso 19 agosto, da parte del canale di streaming Carnaval, di alcune registrazioni in cui si sente Spagnuolo parlare di un presunto sistema di corruzione in cui sarebbe coinvolta Karina Milei, l’eminenza grigia del governo. In particolare Spagnuolo accusa la sorella del presidente e altri funzionari a lei vicina di ricevere tangenti del 3% sul valore dei contratti di fornitura dell’Andis. A farne da intermediaria in un questo schema, sempre secondo Spagnuolo, c’era l’azienda farmaceutica Suizo Argentina, che avrebbe chiesto illecitamente alle altre imprese una commissione dell’8 per cento sui contratti, trattenendone il 5 per cento e versandone il 3 per cento a Karina. Secondo l’ex direttore di Andis, le tangenti avrebbero avuto un valore compreso tra i 500mila e gli 800mila dollari al mese. Javier Milei non sarebbe direttamente coinvolto, ma nelle registrazioni Spagnuolo spiega chiaramente di averlo avvertito “che tua sorella ruba”.
Le conseguenze
Le reazioni alla pubblicazione degli audio sono state di diverso tipo. In un primo momento Spagnuolo ha negato che fossero autentiche, salvo poi riconoscere che la voce registrata fosse la sua. Il 21 agosto l’ex avvocato personale di Milei è stato licenziato dal suo incarico, mentre il giorno seguente la polizia ha perquisito la sua abitazione e sequestrato due telefoni, oltre al documento che lo autorizzava ad agire come rappresentante legale di Milei.
Nell’ambito delle indagini aperte dal giudice federale che si sta occupando del caso, perquisizioni sono state disposte anche nei confronti di uno dei proprietari della Suizo Argentina, Emmanuel Kovalivker, a cui stati sequestrati 266mila dollari e 7 milioni di pesos in contanti, mentre l’altro proprietario Jonathan Kovalivker è irreperibile e la polizia sospetta che sia fuggito.
E Javier Milei? Per settimane il presidente dell’Argentina ha semplicemente ignorato lo scandalo che stava montando, rifiutandosi di commentare la vicenda con i media, mentre le persone a lui vicine contestavano l’autenticità delle registrazioni e l’attendibilità di Spagnuolo.
Negli ultimi giorni un cambio di passo, con Milei che ha provato a sminuire l’importanza di Spagnuolo nella sua amministrazione e di presentare lo scandalo come un attacco politico in vista delle elezioni di metà mandato previste a fine ottobre, in cui i sondaggi danno La Libertad Avanza in testa.