X

Ucraina e Russia: è il Nuovo Ordine Internazionale contro i popoli, ONU impotente, Europa desaparecida

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse

Una cosa è certa negli Stati Uniti: sappiamo sempre in anticipo ciò che faranno i nostri avversari, e sbagliamo sempre.
(J. Sachs)

Nel vortice dei… vertici propiziati da Trump è emersa chiara un’evidenza: nella guerra Russia-Ucraina-Usa-Nato l’Occidente ha perso la partita. Il conflitto politico-militare volto a fiaccare la Russia tramite vittime ucraine, cominciato ben prima del 2022, in pratica dal 2014, ha dato il contrario dei risultati sperati: da qui la “riabilitazione” di Putin nel summit in Alaska. Il deep State americano – che determina le mosse di ogni presidente, sia esso repubblicano o democratico, bianco o nero – ha preso atto che deve fare i conti con il mondo, dove è una minoranza sebbene potente, e dove non può più dare le carte come prima.

Da qui l’inizio, forse, di una svolta: il passaggio dall’unipolarismo alla politica delle multipotenze”: Usa, Russia, Cina, India, i Paesi Brics gestiscono – sebbene con pericolosa conflittualità attivata soprattutto da Washington – la supremazia sulla Terra. E’ il NOI (Nuovo ordine internazionale), dove il “diritto” è basato sull’uso della forza. Il NOI sopra di noi, persone e popoli. Questa prima conseguenza, che affiora dal teatro ucraino, ne porta con sé altre. In primo luogo la ibernazione dell’Onu, con la sua totale impotenza come regolatrice del diritto internazionale, di fatto relegata in soffitta come una vecchia cassapanca tarlata. Seconda: l’Europa… desaparecida… come entità politica avente un ruolo nelle dinamiche delle multipotenze. I maggiordomi europei, convocati nello studio ovale della Casa Bianca, e sottoposti impietosamente dinanzi ai media ai peana di ringraziamento al… geniale stratega ospitante, non rappresentavano la Ue, ma i propri singoli Stati.

Da impenitenti guerrafondai, vedendo come fumo negli occhi l’eventualità di una soluzione pacifica del conflitto, e nel tentativo autolesionista di impedirla, i “volenterosi” (!?) hanno sollevato con forza la questione della sicurezza futura dell’Ucraina. Pronti, al contrario degli Usa, a mandare truppe, senza tenere in minimo conto che la Russia non accetterà la presenza di contingenti dei Paesi Nato in prossimità dei suoi confini (non si dimentichi che lo scopo di fondo dell’invasione è stato proprio quello della neutralità di Kiev fuori dalla Alleanza atlantica). E’ da dilettanti sprovveduti fare finta di non capire che la sicurezza dell’Ucraina è simmetrica alla sicurezza della Russia: la prima non potrà esserci senza la seconda. Trump, almeno, questo sembra averlo compreso. Naturalmente i maggiordomi, che pure sono utili al feudatario, si scordino di continuare a mangiare a ufo sotto il suo tetto. Si dovranno pagare gli alimenti… Gli Usa potranno fornire armi all’Ucraina (copertura aerea ecc.), ma a sborsare miliardi dovrà essere la Nato, sostanzialmente l’Europa.

Se l’Ue facesse un referendum consultivo fra i suoi popoli, di sicuro emergerebbe un risultato contrario al folle andazzo attuale: al primo posto ci sarebbero la ricerca della pace, la ricostruzione di rapporti di buon vicinato con la Russia e di convenienti interscambi culturali e commerciali con essa. L’idea isterica che la Russia sia intenzionata ad attaccare Paesi europei dopo l’Ucraina, è pura propaganda strumentale. Perché mai dovrebbe farlo, avendo il territorio più vasto al mondo, ricco di risorse energetiche e di materie prime? Sa, oltretutto, che pagherebbe un prezzo altissimo: il gioco non varrebbe la candela. L’artificiale spauracchio viene agitato perché, tra le conseguenze più rilevanti della pace in Ucraina, ci sarebbe quella della totale ingiustificabilità del riarmo europeo. Venendo meno l’ubriacatura degli 800 miliardi di investimenti in armi, il complesso militare-industriale-mediatico continentale perderebbe in modo significativo la propria influenza sulla “politica” (diciamo così).

Non è facile prevedere, al di là delle chiacchiere, se e quando ci sarà un incontro fra Putin e Zelensky (con la partecipazione o meno di Trump). Se avrà luogo, vorrà dire che gli sherpa avranno fatto un lavoro preparatorio tale da permettere di siglare la soluzione del conflitto.
In caso contrario continueranno a parlare le armi, e la “terza guerra mondiale a pezzi” tenderà a diventare intera. Eventualità spaventosa per l’umanità. Solo i popoli, e ogni singola persona, al di là delle multipotenze, possono scongiurarla, irrompendo da protagonisti nella storia. Adesso. Prima che sia troppo tardi.