Mons. Paglia attualizza la festa dell’Assunta e ci fornisce uno straordinario esempio di come si possa rendere interessante il genere letterario dell’omiletica. “Oggi, festa dell’Assunta, significa che Dio ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato le donne umili e sconosciute, ha rimandato i ricchi e i forti a mani vuote e ha ricolmato di beni le donne affamate di pane e di amore, di amicizia e di tenerezza”. Bellissimo. È una pagina di don Vincenzo che va letta e riletta. Per capire dove la Chiesa fallisce senza se e senza ma. Vittima del peso del suo stesso desiderio di valorizzare le donne. Ma se davvero le donne sono così importanti, e lo sono, perché ne stiamo discutendo? Perché non rendere effettiva una parità non più rinviabile?
Le aporie di cui è vittima inconsapevole don Vincenzo, sono le medesime della Chiesa tutta. Usiamo le stesse parole del nostro monsignore, quando scrive “Maria è stata assunta in cielo con il suo corpo. In realtà questa convinzione affonda le radici nei primi secoli della Chiesa”. Ecco il punto: nei primi secoli, cioè quando si stava definendo la teologia del cristianesimo. Convinzioni frutto dell’epoca, dei giudizi, dei pregiudizi, delle conoscenze del periodo storico particolare e dei contesti culturali. Quindi la “cosa” si potrebbe anche cambiare e senza paura. Lo esprimo con le parole dell’allora teologo Joseph Ratzinger, prima di diventare cardinale e papa. Nel suo libro Introduzione al cristianesimo (edizione tedesca 1968, ed. italiana 1969, editrice Queriniana) – un vero classico della teologia, ristampato e tradotto continuamente – troviamo un’affermazione sorprendente e che non è mai stata smentita.
Scriveva Ratzinger: “la figliolanza divina di Gesù, com’è intesa dalla fede ecclesiale, non poggia sul fatto che Gesù non abbia alcun padre terreno; la dottrina affermante la divinità di Gesù non verrebbe minimamente inficiata, quand’anche Gesù fosse nato da un normale matrimonio umano. No, perché la filiazione divina di cui parla la fede, non è un fatto biologico bensì ontologico: non è un processo avvenuto nel tempo, bensì in grembo all’eternità di Dio” (p. 222). Quindi non è eretico affermare che Gesù sarebbe figlio di Dio anche dentro un normale matrimonio umano. Certo molti fedeli si scandalizzano a sapere che il futuro papa ipotizzava la non verginità perpetua di Maria. La sospensione delle leggi biologiche e fisiche permettono alla Chiesa di affermare che Gesù è risuscitato dai morti e Maria è stata assunta in cielo da viva, anima e corpo. Ma sono affermazioni ontologiche, non biologiche. Chiaro?
La Chiesa del futuro
Sono dei modi per raccontare un’altra realtà, per dare speranza alle persone di ogni tempo e di ogni cultura. E allora, se così è, se la storia di una donna diventa il paradigma di un percorso di “liberazione” prima di tutto interiore e poi esteriore, la Chiesa tutta abbia il coraggio di liberarsi anch’essa dal peso dei condizionamenti storici. Senza giri di parole, mons. Paglia ci dica che la liberazione da tutte le forme di schiavitù antiche e moderne riguarda donne ed uomini. E le prime abbiano piena cittadinanza ovunque e a partire dalla Chiesa. Oggi quei miti forti dei primi secoli non servono. Fanno parte della storia, della storia della teologia, della storia della devozione, della storia del culto. Oggi serve piena parità tra donne e uomini. Non va più neanche ricordato. Va fatto, aprendo l’accesso alle donne per tutti i ruoli riservati ai maschi per una pesante eredità culturale. Questa sarà la Chiesa cattolica del futuro. E l’Assunta, lasciamola in pace in cielo, per chiunque pensi sia lì. Noi sulla Terra abbiamo bisogno di strade da percorrere, leggendo e rileggendo il Vangelo.