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Schillaci scioglie il comitato sui vaccini, la destra si spacca: ministro difeso solo da Forza Italia, Lega all’attacco

Schillaci scioglie il comitato sui vaccini, la destra si spacca: ministro difeso solo da Forza Italia, Lega all’attacco

La scelta è nota, le conseguenze invece sono in divenire e potrebbero essere esplosive per il governo. Sabato il ministro della Salute Orazio Schillaci, l’ex rettore dell’Università Tor Vergata di Roma scelto come “tecnico” dalla premier Giorgia Meloni per un dicastero non semplice, ha firmato un decreto per far decadere il NITAG, il Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni.

Si tratta di un organismo indipendente composto da esperti chiamati a dare consigli e pareri scientifici su vaccini e politiche vaccinali. Una scelta dovuta all’inserimento nel team di esperti di due medici noi per aver espresso nel recente passato opinioni quantomeno scettiche sui vaccini contro il Covid-19 e in generale sui vaccini pediatrici: Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite.

Dalla loro nomina si era dissociato lo stesso ministro, con la loro nomina che sarebbe stata promossa da altro persone all’interno del dicastero, mentre centinaia di medici e scienziati, tra cui il premio Nobel Giorgi Parisi, avevano firmato appelli per chiederne la rimozione. Dopo aver chiesto ai due medici di ritirarsi dal NITAG, ma non ottenendo una risposta positiva, Schillaci sabato ha deciso di sciogliere l’intero comitato: non è chiaro al momento quando saranno nominati i prossimi 22 consiglieri.

Questa la premessa. Il problema politico è legato però alle reazioni nella maggioranza alla mossa di Schillaci, che aveva sostanzialmente minacciato le dimissioni in caso di “mani legate” sul dossier NITAG. Se da Forza Italia si plaude alla decisione del ministro, col capogruppo al Senato Maurizio Gasparri che parla di “atto di rispetto delle considerazioni del mondo medico e scientifico”, da Fratelli d’Italia la reazione è stata di silenzio gelido.

Una scelta che però non sarebbe piaciuta a Palazzo Chigi, rivela Repubblica, che avrebbe fatto filtrare la sua irritazione per una scelta “non concordata, noi siamo per il pluralismo”.

Chi parla senza problemi è la Lega, che attacca la decisione dell’ex rettore di Tor Vergata. Il senatore Claudio Borghi, membro della commissione Covid, parla su X di “grave errore” di un ministro che è andato “dietro agli starnazzamenti incitati da PD e M5S”. Il collega deputato Alberto Bagnai in una intervista a Repubblica parla invece di “ compiacenza del ministero verso diktat di ricercatori per alcuni dei quali sinceramente da docente universitario ho difficoltà a capire la piena rilevanza scientifica”.