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Elezioni in Bolivia, sinistra sconfitta dopo 20 anni: al ballottaggio il centrista Paz e la destra di Quiroga

Rodrigo Paz

Rodrigo Paz

Per la Bolivia è una svolta storica. Il Paese sudamericano per la prima volta dopo venti anni non avrà un presidente di sinistra.

È lo scenario emerso dal primo turno delle elezioni presidenziali tenute domenica 17 agosto: i due candidati più votati e che andranno al ballottaggio sono il senatore centrista Rodrigo Paz Pereira e l’ex presidente di destra Jorge Quiroga, che hanno ottenuto rispettivamente il 32 e il 27 per cento dei voti.

Il nuovo voto è fissato per il 19 ottobre, sarà il primo ballottaggio nella storia recente del Paese, e la sinistra, che si era presentata al voto estremamente frammentata, non sarà presente.

I risultati sono stati sorprendenti: Rodrigo Paz Pereira, 57enne figlio dell’ex presidente Jaime Paz Zamora, negli ultimi sondaggi era al terzo posto e all’inizio della campagna elettorale partiva dal 2 per cento. Presentandosi come personaggio esterno ai partiti istituzionali, Paz è riuscito a intercettare voti sia nell’elettorato conservatore che tra i sostenitori del Mas, Movimiento al Socialismo, il partito che guida il Paese dal 2006.

La crisi del Mas è il risultato più clamoroso ma di certo non inaspettato del voto in Bolivia. Una crisi frutto non solo della complicata situazione economica del Paese, ma anche del clamoroso scontro tra il presidente uscente Luis Arce e lo storico ex presidente Evo Morales, che pur avendo superato il limite dei mandati non aveva rinunciato all’obiettivo di tornare al potere. Alla fine entrambi non si erano candidati, col Mas finito per proporre l’ex ministro Eduardo del Castillo, che non è andato oltre il tre per cento. Non è andata meglio all’altro candidato della sinistra, Andrónico Rodríguez, presidente del Senato uscente: considerato una specie di erede di Morales, perché proviene dal suo stesso sindacato dei cocaleros, era stato “scomunicato” dall’ex presidente ed è finito quarto.

Al ballottaggio ci andrà invece Jorge Quiroga, candidato della destra più radicale e politico noto nel Paese, giunto alla sua quarta candidatura. Già vicepresidente della Bolivia tra il 1997 e il 2001, poi fino al 2002 divenne brevemente presidente ad interim, nel suo programma ci sono misure di austerità economica e di privatizzazione delle aziende pubbliche: tra i suoi obiettivi anche un legame più stretto con gli Stati Uniti, abbandonando gli alleati storici come Cuba, Venezuela e Nicaragua.

Dalla sua Paz in vista del ballottaggio ha già ottenuto dal centrista Samuel Doria Medina, arrivato terzo con circa il 20 per cento.