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Ucraina, la minaccia di Trump: “Conseguenze gravi se Putin non si ferma”

AP Photo/Alex Brandon

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Una call non la si nega a nessuno. Tanto poi al tavolo negoziale ci saranno solo loro due, il tycoon e lo zar. «Trump vuole ottenere il cessate il fuoco con Putin». Lo ha detto il presidente francese Macron in conferenza stampa, aggiungendo che «Trump ha detto che qualsiasi scambio di territorio deve essere negoziato dall’Ucraina». E ancora: «È importante che l’Europa venga ascoltata prima del vertice in Alaska».

L’inquilino dell’Eliseo ha poi espresso la speranza che un futuro vertice a tre, Trump- Zelensky-Putin, possa tenersi in Europa «in un Paese neutrale e accettabile per tutte le parti». È quanto riporta la Afp. Il tycoon veste i panni del professore e sulla call con Zelensky e i leader europei dà il il massimo: «Voto: 10». E aggiunge, euforico: «Se Anchorage andrà bene seguirà incontro Putin-Zelensky». «Nella call con Trump abbiamo chiarito che l’Ucraina deve sedere al tavolo dei negoziati e la sicurezza del Paese deve essere garantita», fa eco il cancelliere tedesco Merz dopo la call con Trump. Aggiungendo: «Il presidente Usa condivide le nostre preoccupazioni, c’è la speranza che qualcosa si stia muovendo. Noi stiamo lavorando per questo. Auguriamo il meglio a Trump per il vertice con Putin». Alla call ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dalla discussione, informa una nota di Palazzo Chigi, «è emersa una forte unità di vedute nel ribadire che una pace giusta e duratura non può prescindere da un cessate il fuoco, dal continuo sostegno all’Ucraina, dal mantenimento della pressione collettiva sulla Russia, anche attraverso lo strumento delle sanzioni, e da solide e credibili garanzie di sicurezza ancorate al contesto euroatlantico».

«Abbiamo avuto un colloquio positivo con il presidente americano Donald Trump, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ed altri leader europei». Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, secondo cui, in vista del vertice di venerdì in Alaska, «l’Europa, gli Stati Uniti e la Nato hanno rafforzato il terreno comune per l’Ucraina: resteremo in stretto coordinamento, nessuno più di noi vuole la pace, una pace giusta e duratura». «Prima dovrebbe esserci un cessate il fuoco, poi garanzie di sicurezza, vere garanzie di sicurezza. Il presidente Donald Trump ha espresso il suo sostegno a questa iniziativa». Lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo i colloqui con i leader europei e con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «La Russia non può avere diritto di veto sulle prospettive europee o della NATO nei confronti dell’Ucraina», ha affermato Zelensky in merito alle sue condizioni per la pace. Zelensky ha ribadito che l’Ucraina e i suoi alleati europei vogliono una cosa sola: «Pace in Ucraina, pace in Europa». «Se la Russia non accetterà un cessate il fuoco in Alaska, le sanzioni dovranno essere rafforzate». E ancora: «Qualsiasi questione che riguardi l’integrità territoriale dell’Ucraina non può essere discussa così, senza guardare alla nostra costituzione e alla volontà del nostro popolo. Per quanto riguarda la nostra integrità territoriale, alla fine sarà deciso a livello di leader. Senza l’Ucraina al tavolo è impossibile raggiungere un accordo. La mia posizione non cambia».

C’è da vedere se cambierà quella di Trump, che su questo punto si è mostrato più possibilista del tollerato leader ucraino. Quanto a Mosca, la «posizione di principio» della Russia per la pace in Ucraina rimane «invariata» rispetto a quello che ha annunciato lo scorso anno il presidente Vladimir Putin. Quindi, ritiro delle truppe ucraine dalle quattro regioni rivendicate da Mosca (Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson) e rinuncia di Kiev a entrare nella Nato. Lo ha detto il vicedirettore del Dipartimento informazione e stampa del ministero degli Esteri, Alexei Fadeyev, citato dall’agenzia Tass. Sul terreno militare, l’esercito russo ha compiuto la sua più grande avanzata in 24 ore in territorio ucraino in oltre un anno, mentre i suoi progressi accelerano da diverse settimane. Emerge da un’analisi dell’Afp sui dati forniti dall’Institute for the Study of War (Isw).

Pochi giorni prima del vertice in Alaska, le truppe di Mosca sono avanzate o hanno rivendicato oltre 110 chilometri in più rispetto al giorno precedente, cosa che non accadeva dalla fine di maggio 2024. Nelle ultime settimane, di solito, per l’analisi, impiegavano 6 giorni per avanzare così tanto. Le autorità ucraine hanno ordinato «l’evacuazione obbligatoria di famiglie con bambini» da decine di località nella regione del Donetsk, nell’est del Paese, dove l’esercito russo sta avanzando rapidamente negli ultimi giorni. In attesa del vertice di Ferragosto, che per ragioni di sicurezza si terrà nella base militare di Elmendorf-Richardson in Alaska, si è consumato il 1266° giorno di guerra in Ucraina.