È successo questo. Quattro bambini hanno rubato un’automobile a dei turisti francesi. Il più piccolo ha 11 anni, il più grande 13. È stato il più grande a mettersi alla guida, ma la macchina ha sbandato in curva, lui non è riuscito a tenerla in carreggiata, l’auto è salita sul marciapiede dove stava passeggiando un’anziana signora, Cecilia De Astis, 71 anni. La signora è stata investita in pieno, l’hanno portata di corsa in ospedale ma è morta per la gravità delle ferite.
Conosco perfettamente la dinamica di questi incidenti. Diversi anni fa successe esattamente la stessa cosa ai miei genitori. Loro stavano attraversando la strada, furono investiti da un’automobile guidata da un ragazzo di 19 anni. Mio padre, che aveva anche lui 71 anni, morì, mia madre subì, se ricordo bene, 9 fratture alle gambe e al bacino. Il ragazzo fu processato e condannato a un mese di prigione con la condizionale. A me sembrò una pena giusta. Era bianco. La famiglia era ricca. Credo che fosse un bravo ragazzo. Contro i bambini che hanno ucciso la signora De Astis si è scatenata una vera e propria caccia. I bambini vivevano in un campo rom. È qui la differenza: rom, cioè zingaro. Sono state chieste pene severissime per i loro genitori. Esemplari. In modo che non succeda più. Ma non bastano le pene esemplari per i genitori, il vicepresidente del Consiglio Salvini ha chiesto che sia immediatamente raso al suolo il campo dove vivono i bambini. Chissà perché quando quel ragazzo provocò la morte di mio padre nessuno chiese di radere al suolo il quartiere residenziale di via Cortina d’Ampezzo.
Voi magari immaginate che a Salvini abbiano risposto per le rime, con vigore, esponenti di qualche partito democratico, con conoscenze almeno generiche del diritto e dell’umanità? Ne ho sentite poche di risposte. I rappresentanti dei partiti di opposizione si sono piuttosto disposti a competere in una gara a chi scavalcava Salvini. Carlo Calenda, leader dei centristi e dei moderati, ha ammonito Salvini. Gli ha detto: certo che il campo va raso al suolo, ma tu non devi chiederlo al sindaco Sala, devi chiederlo al ministro Piantedosi. E ha incalzato Salvini: perché Piantedosi non ha ancora chiuso e spianato e sgomberato con le ruspe e con le guardie quel campo che fu colpevolmente costruito dal sindaco di destra Albertini? Calenda ci ha spiegato questo: che la differenza tra destra e sinistra (e tra estremisti e moderati) è questa: la destra e gli estremisti danno ai rom dei campi e degli spazi, seppure indecenti: la sinistra li sgombera e li disperde (Per fortuna non è sempre così).
Il sindaco Sala comunque non è stato da meno. Ha rilasciato una dichiarazione che a chi cominciava a leggerla poteva sembrare anche ragionevole (se la prendeva con lo sciacallaggio di Salvini sull’incidente stradale) ma poi si gettava anche lui nel solco di Calenda e spiegava che il centrosinistra, a Milano, ha sloggiato 24 campi rom, la destra uno solo. E che quindi – immagino che intendesse questo – se si vuole stabilire chi è più razzista c’è poco da fare: vince la sinistra per distacco. È spaventosa questa polemica, davvero spaventosa, anche perché parte dal gesto folle di quattro bambini. Proprio bambini, e sembra che sia questa una delle ragioni della bava alla bocca degli indignati. Non sono punibili per la legge italiana. E infatti i savonarola chiedono che siano puniti e messi alla gogna i genitori. Che anche loro, si suppone, sono “zingari”.
In Italia nell’ultimo anno ci sono state circa 3000 (tremila) persone morte in incidenti stradali. Ogni giorno ci sono cinque o sei morti, certi giorni più di dieci. È vero che in genere chi provoca l’incidente ha la patente, e i bambini, ovviamente, non l’avevano. Però spesso ha bevuto troppo, o ha assunto medicine che sapeva possono essere pericolose, o guidava guardando il cellulare. Cioè, spesso, chi provoca l’incidente stradale ha una colpa. Sa di non doversi mettere alla guida. Così come lo sapeva quel bambino tredicenne, che sarà segnato tutta la vita dal rimorso. Di questi 3000 incidenti mortali io non so con precisione quanti siano stati provocati da guidatori rom. Forse una decina. Non credo di più. Diciamo più o meno lo 0,3 per cento. I restanti 99,07 per cento sono stati provocati da autisti “ariani”. Pensate se per ogni incidente con un morto si dovesse radere al suolo il quartiere di residenza dell’autista colpevole: cosa sarebbe successo alle nostre città?
C’è poco da ridere. Qualcuno si ricorda l’episodio dell’omicidio, a Roma, della signora Giovanna Reggiani, zona Tor di Quinto, anno 2007? A Roma ci sono molti omicidi, ma raramente provocano furiose reazioni politiche. In quel caso però la reazione fu larghissima. Politici, giornali, tv. Si disse che l’omicida era un rom. E si scatenò la campagna razzista che coinvolse tutta Italia, anche lì coi sindaci di sinistra in prima fila. Campi rasi al suolo, aggressioni, gogne, furia. Poi, tra l’altro, si scoprì che l’assassino era rumeno, non era rom. Ma l’ondata di razzismo non si fermò.
In questi giorni ho ascoltato giustissimi e sacrosanti appelli contro l’antisemitismo. Mi associo. Mi associo anche alle denunce del presidente della Repubblica. Sommessamente vorrei chiedere anche a lui: ma l’antiziganismo è meno grave? Perché è meno grave? E vorrei chiedere un’altra cosa: quanti sono gli italiani che sanno che il popolo dei rom e dei sinti ha subito lo stesso genocidio subito dagli ebrei?
Mi piacerebbe se il presidente della Repubblica si scagliasse contro chi alimenta l’antiziganismo. Anche se i caporioni sono fior di ministri e dirigenti politici .
(P.S. Non vi ho parlato delle dichiarazioni del generale Vannacci. Ho pensato che di quelle è meglio che si occupi una rivista specializzata…)