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Carceri carnaio, il ministro Nordio allucinante e senza vergogna: “Nessun allarme, dati sotto la media”

Foto Mauro Scrobogna / LaPresse

Foto Mauro Scrobogna / LaPresse

Il Garante dei detenuti, Riccardo Turrini Vita, ha presentato un report su quello che sta succedendo nelle carceri italiane, lanciando un allarme. Il Garante dice che c’è bisogno di misure urgenti perché oggi la condizione dei carcerati è in aperta violazione delle garanzie costituzionali. Dice che occorrono soldi, investimenti e soprattutto misure alternative alla detenzione. Spiega che non solo c’è un numero altissimo di suicidi, specie tra i giovani, e che molti di questi suicidi sono di persone in attesa di giudizio e quindi, forse, ingiustamente detenute, ma c’è anche una situazione sanitaria pessima, mancano le cure adeguate, per questo sale il numero delle morti naturali, e perciò è necessario che si trovi il modo per scarcerare i detenuti in cattive condizioni di salute. Per non parlare del sovraffollamento e dell’autolesionismo che riguarda migliaia di persone.

La risposta del ministro Nordio è francamente allucinante. La trascrivo qui, ma prima di trascriverla ho dovuto rileggerla cinque volte, perché non ci credevo. Eccola qui, testuale: “Nessun allarme suicidi come stamane paventato dal Garante. Il dato numerico, certamente sconfortante, registrato nei primi otto mesi di quest’anno è sotto la media nazionale dell’ultimo triennio”. La dichiarazione di Nordio ha provocato nel mondo politico un discreto numero di reazioni. Immediata quella del portavoce italiano di Amnesty International Riccardo Noury. Che ha spiegato a Nordio che i detenuti sono persone umane e non sono numeri. E i morti sono morti, e i suicidi suicidi. Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd ha detto che il “ministro non conosce la vergogna”. Probabilmente ha usato l’espressione giusta. Il ministro non conosce molte cose, tra queste le carceri e la vergogna. Del resto l’impressione è che molto spesso i magistrati che emettono sentenze o rilasciano dichiarazioni non abbiano idea di come si vive in una prigione. E il ministro della Giustizia – non c’è niente da fare – è un magistrato. Vero che ogni tanto litiga coi suoi colleghi su questioni di procedura, ma contro l’abominio del carcere non si è mai e poi mai pronunciato.

Nel mondo politico di opposizione ha protestato anche il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, che ha fatto notare le caratteristiche “macabre” della dichiarazione contabile di Nordio. E ha protestato Scalfarotto, d’Italia Viva. Silenzio a destra. Nessuno ha preso le distanze dal ministro. L’impressione è che a destra non sia rimasta neanche l’ombra del vecchio garantismo di Berlusconi e Ghedini. Ce l’hanno coi giudici più quando liberano che quando arrestano. Chiedono le dimissioni di Sala, perseguitato dai Pm, e poi si indignano davvero quando la magistratura giudicante libera i migranti che loro hanno preso prigionieri. Dicono: invasione di campo! Ma scusate, da quando il compito di ingabbiare la gente è del potere esecutivo?