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Starmer come Macron, anche il Regno Unito riconoscerà la Palestina “se Israele non accetta il cessate il fuoco”

Toby Melville, Pool Photo via AP

Toby Melville, Pool Photo via AP

Dopo la Francia, il Regno Unito. Il governo britannico di Keir Starmer è pronto ad anticipare a settembre il suo impegno a riconoscere formalmente lo Stato di Palestina se Israele non accetta un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. È quanto è emerso da una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri, richiamato ieri dalle ferie estive per discutere di una bozza di piano europea, delineata dal Regno Unito con Francia e Germania.

Le immagini dei bambini affamati nelle Striscia di Gaza resteranno con noi “per tutta la vita”. Così Starmer, parlando in un briefing con i giornalisti, dopo la riunione di governo sfociata nell’annuncio di un riconoscimento condizionato da parte di Londra dello Stato palestinese, anticipato a settembre, di fronte all’Assemblea generale dell’Onu, se Israele non accetterà tutta una serie d’impegni stringenti per la pace: Stato che dovrà essere “sostenibile e sovrano”, accanto a Israele, e di cui “c’è bisogno come non mai”, ha puntualizzato. Starmer, che ha poi confermato che Londra ha iniziato a partecipare ai lanci aerei di aiuti su Gaza ieri, come già annunciato d’intesa con Francia e Germania; ma ha aggiunto che servono flussi via terra e almeno “500 camion al giorno” per allontanare la carestia e stabilizzare la situazione umanitaria nella Striscia in vista di una “pace di lungo termine”. Nello stesso tempo, il primo ministro laburista ha ricordato pure “gli orrori” perpetrati da Hamas, invitando a non dimenticare il “peggior massacro della storia israeliana”, subito dallo Stato ebraico il 7 ottobre 2023.

Da Londra a Parigi

La Francia torna ad esprimere la sua «totale condanna della colonizzazione, contraria al diritto internazionale, come ribadito dalla Corte Internazionale di Giustizia nel suo parere consultivo del 19 luglio 2024»: è quanto si legge in una nota diffusa dal Quai d’Orsay ricordando che Parigi ha «adottato sanzioni, sia a livello nazionale che nell’ambito di tre pacchetti europei, contro i coloni che hanno commesso violenze contro i civili palestinesi in Cisgiordania». La Francia, si prosegue nel comunicato, «continuerà a sostenere l’adozione di nuove misure nell’Unione Europea ed è pronta ad adottare ulteriori misure a livello nazionale, anche nei confronti dei membri del governo che sostengono tale violenza, qualora questa dovesse continuare». E l’Italia? Non pervenuta.

Secondo Oxfam, a Gaza si sta verificando una carestia che ormai colpisce l’intera popolazione, come confermato dal nuovo report, pubblicato oggi, sulla classificazione integrata delle fasi della sicurezza alimentare (IPC). “Il genocidio attuato da Israele sta portando Gaza alla fase finale di una catastrofica crisi umanitaria”, sottolinea Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia. “Il nuovo allarme lanciato oggi (ieri, ndr) sulla carestia in corso, causata interamente dall’assedio omicida di Israele, deve spingere la comunità internazionale finalmente ad agire per fermare quanto sta accadendo. I leader mondiali fino ad oggi sono stati divisi, complici, incuranti e inefficaci nel fermare la campagna di cancellazione della Striscia perpetrata da Israele, non riuscendo a proteggere il popolo palestinese. Adesso non hanno più scuse: mettere fine al genocidio di Gaza è una prova non solo della tenuta dell’ordine mondiale, ma anche della nostra umanità. Di questo passo ancora tantissime vite andranno perse, i lanci aerei di aiuti o le brevi pause umanitarie non sono nemmeno lontanamente sufficienti a scongiurare la strage di massa che ci troviamo di fronte. Serve una decisa azione diplomatica, comprensiva di tutte le misure restrittive necessarie nei confronti di Israele, per raggiungere un cessate il fuoco immediato e permanente e consentire l’ingresso di tutti gli aiuti necessari a salvare milioni di vite. Infine, ribadiamo ancora una volta che tutti gli ostaggi e i prigionieri detenuti illegalmente devono essere liberati”.

Intanto, a Gaza si continua a morire. Secondo il Ministero della Salute guidato da Hamas, almeno 112 persone sono state uccise nella Striscia nelle ultime 24 ore. Lo riporta la Bbc. Gli ospedali locali affermano che alcune persone sono state uccise negli attacchi aerei e negli scontri a fuoco israeliani, molte delle quali mentre cercavano aiuto. Nella zona centrale di Nuseirat, l’ospedale al-Awda ha dichiarato che delle almeno 30 persone che sono state uccise, 14 erano donne e 12 bambini, morti nei raid alle abitazioni avvenuti nella notte e questa mattina. Secondo quanto riportato, almeno 14 persone sono state uccise nei pressi di un punto di distribuzione degli aiuti e 100 i feriti.