A quasi tre anni dalle elezioni, dall’insediamento del governo più a destra nella storia della Repubblica italiana, cosa ne pensano gli italiani: è l’interrogativo sollevato dal sondaggio YouTrend per SkyTg24. Cosa ne pensano della squadra di governo, dei ministri colpiti da inchieste e da quelli impegnati in battaglie elettorali per recuperare più consenso anche a scapito degli alleati? Cosa ne pensano dell’eliminazione del reddito di cittadinanza, degli accordi e delle leggi per controllare i flussi migratori, del redivivo progetto per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina?
Non è un giudizio esaltante quello fotografato dall’indagine, prima della quale però è il caso di ricordare Fratelli d’Italia che resta imprendibile intorno al 30% in tutte le classifiche sugli orientamenti di voto mentre le opposizioni restano divise e arrancano e il centro non riesce ad assumere una posizione influente a giudicare dai sondaggi. Per il 62% degli italiani intervistati il giudizio è comunque negativo. Appena il 34% invece esprime un parere positivo. A quasi tre anni dall’insediamento del governo i ministri meno apprezzati sono Daniela Santanchè, 66% alla ministra del Turismo, e Matteo Salvini, 63% al segretario della Lega oltre che vice primo ministro e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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La performance migliore resta quella della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che raccoglie il 34% di giudizi positivi, anche se d’altra parte si legge un 55% di giudizi negativi. Altri risultati poco confortanti riguardano il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, al 48% di giudizi negativi, Carlo Nordio, Giustizia al 41%, Matteo Piantedosi, Interno al 41%, Maurizio Crosetto, Difesa al 39%, Giancarlo Giorgetti, Economia al 35%. Per quello che riguarda invece i provvedimenti dell’esecutivo, quelli più apprezzati sono quelli che interessano l’inasprimento delle leggi su femminicidio e violenza domestica (38%) e l’eliminazione del reddito di cittadinanza (29%). A seguire l’eliminazione del Superbonus 110% e l’inasprimento delle regole di controllo sui flussi migratori.
I provvedimenti più bocciati riguardano invece la ripresa della progettazione del Ponte sullo Stretto di Messina, al 36%, l’introduzione di nuovi reati contro manifestazioni pubbliche e immobili occupati (ddl Sicurezza), al 25%, e la prosecuzione del sostegno finanziario e militare all’Ucraina contro l’invasione russa (al 24%). A seguire l’eliminazione del reddito di cittadinanza, l’introduzione di una nuova legge per l’autonomia differenziata delle Regioni, gli accordi con Stati esteri con Tunisia, Libia e Albania per contrastare l’immigrazione.