Guai per chiunque o quasi sia stato in qualche maniera vicino a Sean “Diddy” Combs negli ultimi anni, guai anche per Jay-Z il cui nome era già emerso tra quelli dei personaggi famosi che avrebbero partecipai ai party sotto inchiesta. E che è appena stato accusato di stupro da una donna che all’epoca dei gatti sarebbe stata poco più di una bambina, 13 anni, dai due rapper. La notizia è stata riportata da CNN, si inserisce in quel caso enorme scoppiato intorno a Sean Combs, conosciuto come Diddy, Puff Daddy o P. Daddy.
Che andrà a processo nel 2025 per violenze, altri reati sessuali e tratta di esseri umani. È stato denunciato decine di volte negli ultimi mesi, un caso enorme che ha superato i confini degli Stati Uniti considerando la fama e il successo del protagonista e degli altri nomi dei personaggi coinvolti, il cui coinvolgimento resta però tutto da chiarire. Combs è stato arrestato a settembre, tra le accuse anche quella di essere a capo di un’organizzazione criminale legata allo sfruttamento sessuale. Il suo caso è stato paragonato a quello di Jeffrey Epstein.
La donna che ha denunciato Jay-Z ha raccontato di essere stata molestata dai due uomini durante un after party degli Mtv Music Awards di 24 anni fa, nel 2000, a New York. Ha voluto restare anonima. Aveva denunciato già Combs lo scorso ottobre: quella volta aveva parlato di un’altra persona famosa che l’aveva violentata con Combs, il nome era rimasto segreto. La denuncia è stata modificata e il nome di quell’altra persona accusata è stato reso noto.
Jay-Z è rapper e produttore, ha venduto oltre 125 milioni di copie in tutto il mondo, è sposato con la superstar Beyoncé, la coppia ha avuto tre figli. Secondo la donna che ha denunciato, Sean “Diddy” Combs e Jay-Z l’avrebbero violentata a turno. Lei avrebbe bevuto un drink che l’aveva fatta sentire “stordita”. La causa è stata presentata dall’avvocato Tony Buzbee, che ha già presentato una ventina di denunce per violenza sessuale contro Sean “Diddy” Combs. Jay-Z ha accusato il legale di ricattarlo, ha definito le accuse “idiote” e di provenire da un mondo in cui “proteggiamo i bambini”.