«Israele deve mantenere il pieno controllo della sicurezza della Striscia per garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele, e questo è in conflitto con la richiesta di sovranità palestinese». Questa – secondo l’ufficio di Netanyahu – la posizione ribadita dal primo ministro israeliano nella conversazione di venerdì con il presidente Usa.
Netanyahu – ha aggiunto l’ufficio riferendosi ai resoconti sul fatto che non si sia opposto alla soluzione dei 2 Stati – «ha ripetuto la sua posizione coerente da anni» annunciata anche in conferenza stampa il giorno prima del colloquio con Biden.
Ma le difficoltà di Bibi non si registrano solo con Washington: anche in Europa l’Alto rappresentante Josep Borrell ha detto senza giri di parole che “il governo di Israele” guidato da Netanyahu rappresenta “un impedimento” ad una qualsiasi soluzione del conflitto, e che la comunità internazionale dovrebbe “imporre dall’esterno” la soluzione a 2 Stati.
Ieri, intanto, 10 morti in Siria. E’ il bilancio del raid israeliano contro un edificio residenziale a Damasco, attacco in cui sono morti alcuni membri della Guardia rivoluzionaria iraniana. Lo ha reso noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Tra le vittime ci sono “cinque iraniani (che sono tre comandanti dei Pasdaran e altri due non identificati) e tre siriani assoldati dalle milizie iraniane, oltre a un iracheno e un libanese”, sostiene l’Ong.