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Mamma arrestata per infanticidio, si difendeva sui social: “Tenevo i miei bimbi come gioielli, come fiorellini”

Foto da Facebook della madre accusata di infanticidio con i due figli in braccio

Foto da Facebook della madre accusata di infanticidio con i due figli in braccio

La sua verità la scriveva sui social: la sua versione sulla tragedia che nella provincia di Bergamo aveva colpito la sua famiglia, due neonati morti nel giro di pochi anni, una femminuccia di quattro mesi e un maschietto di due. Due tragedie per le quali la donna è stata direttamente accusata e arrestata e incarcerata per omicidio. Martedì si terrà l’interrogatorio di garanzia. Quando l’indagine l’aveva messa al centro e lei lo aveva saputo, si era difesa e si era sfogata sulla pagina Facebook del gruppo Sids, “Sudden Infant Death Syndrome” Awareness, la sindrome della morte della morte in culla.

“Care mamme e cari papà – scriveva la donna lo scorso 30 agosto – ho perso la mia prima bimba in culla, soffocata da un rigurgito. La colpa è mia, per averla messa a dormire di lato sui suoi cuscinotti tanto morbidi. E il secondo, nato l’anno successivo, andatosene molto probabilmente schiacciato da me mentre mi sono addormentata allattandolo. Al mio risveglio era ancora vivo, ma per poco. La colpa è ancora mia perché, per evitare la stessa tragedia avvenuta alla sorellina, lo tenevo in braccio giorno e notte, camuffando le mie paure per non disturbare nessuno”.

La donna, classe 1996, fa più volte riferimento alla sua infanzia: nata in India, a Calcutta, era stata adottata da una coppia. Aveva sposato un 52enne e si era trasferita a Pedrengo, in provincia di Bergamo, una relazione finita dopo una consulenza del medico legale. “La colpa è mia per essere stata accanto a una persona che, per problemi sessuali o meno, mi ha sempre tradita e mai amata davvero. Per me amare significa stare accanto a qualcuno nella buona e nella cattiva sorte, ma non tutti sono disposti a questo”, diceva a proposito della relazione.

“E la Procura incolpa me, come se tutta questa tragedia fosse voluta, cercata. A nessuno importa che i miei bimbi fossero seguiti e tenuti come fiorellini, perfetti. A nessuno importa come io cercassi disperatamente di essere la mamma che non ho mai avuto”. Altre considerazioni emergevano da un post dello scorso 3 febbraio. “Vado avanti solo per proteggere l’amore immenso che provo per i miei bimbi dalle accuse della procura, perché i miei bimbi erano tenuti come gioielli, erano la gioia che cercavo da una vita”. I bambini si chiamavano Alice e Mattia.

“Avendo avuto una mamma aggressiva psicologicamente, non riesco a concepire nemmeno la violenza verbale, tanto meno quella fisica, su nessun essere vivente, tanto meno i miei bambini! E ormai – ribadiva ancora nel suo sfogo sui social – vivo per difendere il mio amore, perché se devo pensare a come sto veramente, io sono morta da tempo … insieme ai miei angioletti, il mio cuore è con loro, la mia casa sono loro, non trovo più posto per me qui”. La 27enne è stata arrestata ieri, si proclama innocente. L’esito dell’autopsia ha riportato come causa della morte del bambino un’asfissia meccanica acuta da compressione del torace.