Ha confessato dopo il fermo Sabino Buonfiglio, ex compagno di Daniela Zinnanti, ritrovata morta dalla figlia in casa a Messina, massacrata di coltellate. Aveva 50 anni la vittima, uccisa con decine di fendenti. L’uomo, fermato dalla polizia, era ai domiciliari, senza braccialetto elettronico, per reati contro la persona, violenza e minacce. È stato portato in carcere. Sul posto sono intervenuti anche il magistrato di turno e il medico legale per una prima ricognizione sul corpo.
La donna è stata ritrovata nell’abitazione dove viveva in via Lombardia, nel quartiere Lombardo di Messina. La figlia non riusciva a contattarla. Buonfiglio, 67 anni, è stato portato in Questura, dov’è stato sentito fin a notte fonda dagli investigatori della Squadra Mobile. Le attenzioni degli agenti si sono concentrati subito su di lui. È stato portato nell’istituto di Gazzi. Secondo i primi retroscena ricostruiti dagli inquirenti, l’uomo avrebbe provato un’ultima riconciliazione con la donna. Erano separati da diversi mesi.
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Appena un mesetto fa la donna sarebbe stata in ospedale e avrebbe presentato una denuncia contro l’uomo che aveva in seguito ritirato, secondo quanto riportato da ANSA. Gli agenti della Squadra Mobile hanno trovato l’arma del delitto, un coltello recuperato vicino a un cassonetto nei pressi dell’abitazione della vittima. Al vaglio anche le immagini registrate dal sistema di telecamere di videosorveglianza del condominio e della zona.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Femminicidi Lesbicidi Trans*cidi dell’organizzazione femminista Non una di meno, dati aggiornati all’8 marzo, nel 2026 si sono consumati dieci femminicidi, due i casi in corso di accertamento, e altri 22 tentativi sono stati riportati nelle cronache. Tra le persone uccise, la vittima più giovane aveva 14 anni, la più anziana 85. In 3 casi, l’uomo si è tolto la vita dopo aver compiuto l’omicidio. Nella totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa: si tratta di mariti, ex mariti, padri, figli.