Una vicenda opaca e ancora da chiarire, ma che getta ombre inquietanti sul presidente della Liguria Marco Bucci. È nel capoluogo ligure Genova che la Procura ha aperto un fascicolo di indagine a seguito dell’esposto presentato dal direttore del quotidiano Secolo XIX Michele Brambilla contro Federico Casabella, portavoce del governatore: l’esposto, depositato il 6 marzo, ipotizza il reato di diffamazione aggravata, ma al momento l’inchiesta è contro ignoti.
La vicenda nasce dalle dichiarazioni rilasciate da Casabella nel corso di un’audizione davanti all’Ordine dei giornalisti della Liguria, in cui avrebbe parlato di un presunto accordo tra lo stesso direttore e il governatore Bucci. In particolare nel mirino vi sarebbe un presunto dossieraggio nei confronti della testata genovese da parte dello staff di Bucci durante la campagna elettorale per le elezioni comunali di Genova a causa di articoli giudicati “mancanti di imparzialità” nei confronti di Silvia Salis, attuale sindaca del capoluogo dopo la vittoria nelle urne al primo turno del 25 e 26 maggio 2025 contro lo sfidante di centrodestra Pietro Piciocchi, già vice proprio di Bucci.
Secondo quanto riferiscono i quotidiani locali, tra i documenti raccolti dallo staff di Bucci vi sarebbero un report sul lavoro di alcuni giornalisti del Secolo XIX ed in particolare un confronto tra gli spazi dedicati ai due candidati, ma anche la qualità delle foto e le critiche alle parole utilizzate nei titoli. Bucci si sarebbe spinto oltre per proteggere il suo “delfino” Piciocchi: avrebbe indicato direttamente come dovrebbe essere fatto il giornale, ovvero realizzando “interviste ad esponenti nazionali anche di centrodestra”, raccontando “cosa e com’è cambiata Genova negli ultimi anni” e garantendo “equilibrio nei titoli di apertura del giornale”. L’obiettivo sarebbe stato quello di spingere e fare pressione sull’editore del quotidiano, Pierfrancesco Vago (Executive Chairman della compagnia di navigazione MSC), e ammorbidire la posizione del giornale diretto da Brambilla. Sulla vicenda è stata aperta anche un’istruttoria da parte dell’Ordine dei giornalisti. Il procedimento ha riguardato anche lo stesso Brambilla, la cui posizione è stata però archiviata.
Un caso che da locale è diventato nazionale. Il Partito Democratico ha parlato di “caso gravissimo”, chiedendo a Bucci di “chiarire o dimettersi”. “Se questi fatti dovessero essere confermati ci troveremmo di fronte a uno scandalo politico e mediatico che colpisce ancora una volta il nostro territorio. Una vicenda grave, che confermerebbe la crescente, e preoccupante, allergia di questa destra verso i poteri di controllo e verso il ruolo libero dell’informazione”, spiegano i Dem, ma reazioni simili sono arrivata anche da AVS e Movimento 5 Stelle.
La risposta di Bucci è arrivata con una conferenza stampa convocata ad hoc in cui il governatore ligure ha smentito che lui o il suo staff della comunicazione abbiano mai effettuato dossieraggi nei confronti di giornalisti del Secolo XIX. Per Bucci quelli erano “messaggi personali al direttore del giornale, non sono dossier”.” Il famoso dossieraggio è soltanto un rapporto tra il sottoscritto e il direttore de ‘Il Secolo XIX’ Michele Brambilla sulle cose che noi consideriamo importanti e quelle che lui considera importanti, è tutto documentato – è stata la linea di Bucci -. Avrei potuto dire pubblicamente di non essere d’accordo con certi articoli, ho deciso di non farlo perché sarebbe stato un bruttissimo messaggio da parte di una persona con un ruolo pubblico”.
Anche il portavoce di Bucci, Federico Casabella, ha respinto le accuse. “L’utilizzo del termine dossier è stato fatto ad hoc ed è diffamante. Nel documento oggi in discussione si commentano delle notizie e la struttura di titoli e articoli impostati sulla base di scelte editoriali e mai ci si riferisce alla professionalità dei singoli giornalisti. Il nostro operato in questo senso è quello di analizzare e raccogliere degli articoli per sottoporre al presidente il nostro punto di vista con concretezza e mai con volontà di giudizio sterile”, le sue parole. Casabella, spiegando le tappe della vicenda che lo chiamano in causa da gennaio scorso, con una convocazione all’Ordine dei giornalisti “dopo una segnalazione anonima”, ha fatto sapere di aver “incaricato i miei legali per valutare come rispondere a quanto annunciato da Brambilla in merito ad una querela nei miei confronti, valutare una controquerela per diffamazione sul fatto che io abbia raccontato menzogne”.