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Magistratura plotone di esecuzione: Bartolozzi inguaia il SÌ, Meloni furibonda

Photo credits: Andrea Panegrossi/Imagoeconomica

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Il clima resta incandescente tra i partiti. Dopo il video-comizio di lunedì della premier Giorgia Meloni a favore del sì al referendum sulla separazione delle carriere, due sere fa è scoppiato il caso Giusi Bartolozzi. La capo di Gabinetto del Ministro Nordio, sostenendo in un dibattito a Telecolor Sicilia “votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che è un plotone di esecuzione”, in tredici secondi ha vanificato i tredici minuti di discorso istituzionale del Presidente del Consiglio.

A gestire la crisi ci ha pensato sin da subito Palazzo Chigi, esautorando via Arenula. Innanzitutto dando la linea alla nota di Nordio di lunedì sera in cui si è detto “dispiaciuto per le parole di Bartolozzi, certo che non rispecchiano il suo pensiero, e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi”. E poi ieri facendo trapelare “l’irritazione” della Meloni per “l’uscita infelice” della collaboratrice di Nordio, che “rischia di vanificare gli sforzi messi in campo finora” dalla maggioranza e dal governo per abbassare i toni, come pure chiesto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Anche ieri mattina il Guardasigilli ha continuato a ripetere: “sono certo che la dottoressa Bartolozzi si scuserà per un’espressione che può essere stata interpretata in modo improprio”. Ma quelle scuse non sono mai arrivate. È arrivata invece una precisazione: “Il riferimento al plotone di esecuzione alludeva allo stato di assoluta prostrazione in cui ci si trova in questi casi”, quelli di azioni giudiziarie che si risolvono con assoluzioni “esattamente come colui che, postovi davanti, poco o nulla può fare per difendere la propria vita”. Nulla invece sull’espressione più grave detta in tv ossia quando auspicava con la vittoria del Sì di liberarsi dalla magistratura.

Dunque la funzionaria non arretra. Escluse ovviamente le dimissioni: sarebbero un harakiri a meno di due settimane dal voto. E Meloni lo sa bene, anche se è noto che tra le due non correrebbe buon sangue, soprattutto per l’affaire Almasri. Tutto potrebbe cambiare se dovesse vincere il No, a maggior ragione con un ampio margine. Le poltrone di Nordio e Bartolozzi potrebbero essere le prime a saltare. Intanto però molto probabilmente da qui al 20 marzo, ultimo giorno prima del silenzio elettorale, la Bartolozzi dovrà tenere un profilo basso: niente dibattiti, niente dichiarazioni. Anzi, come qualcuno ha detto all’interno dell’esecutivo, “deve tenere a freno la lingua”. Però, in perfetto stile bastone e carota, Fratelli d’Italia fa quadrato intorno alla magistrata prestata alla politica. Per Edmondo Cirielli, coordinatore della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia, “le parole” della Bartolozzi “sono state chiaramente estrapolate e strumentalizzate”. “Ancora una volta – ha aggiunto – assistiamo al solito copione di una certa sinistra: invece di confrontarsi nel merito della riforma della giustizia e del referendum, preferisce aggrapparsi a polemiche artificiose ea interpretazioni forzate”. Pure per il deputato di FdI Giovanni Donzelli “basta prendere il video nel minuto prima per vedere che Bartolozzi stava difendendo la magistratura”. E a tentare di spegnere l’incendio ci ha pensato altresì il sottosegretario Mantovano:La frase del capo di gabinetto del ministro della Giustizia è infelice, come lo stesso ministro Nordio ha sottolineato, ma la cosa importante adesso è esaminare il merito della riforma, che è l’oggetto del referendum”.

Invece M5s, Avs, Pd e Iv ieri in apertura della seduta della Camera hanno chiesto che il ministro della giustizia riferisca su quanto accaduto. “Chiediamo che Nordio venga a riferire sui provvedimenti che intende adottare nei confronti di Bartolozzi che ha pronunciato” parole “eversive” contro la magistratura, “che non si possono minimizzare”, ha detto Valentina D’Orso del M5s. Anche Angelo Bonelli di Avs ha chiesto “una informativa urgente di Nordio perché le dichiarazioni del suo capo di gabinetto sono indecenti, inaudite. Facciamo fatica a comprenderle”. Per il dem Federico Gianassi, “come può il governo fare spallucce e girarsi dall’altra parte? Bartolozzi non può rimanere un secondo di più in quel luogo”. Roberto Giachetti di Iv, che si è associato alla richiesta dell’informativa, ha chiesto “le dimissioni di un magistrato fuori ruolo, perché quella che vuole spazzare via la magistratura è un magistrato. Cominci ad andarsene lei!”. A chiedere un passo indietro di Bartolozzi anche Carlo Calenda di Azione: “io sono un sostenitore del sì, ma quello che ha detto Giusi Bartolozzi è gravissimo, anche se non ci fosse referendum, e quindi dovrebbe comportare le immediate dimissioni, istantanee”. A replicare, ma senza citare direttamente Bartolozzi, è stata pure l’Anm: in una nota dopo aver chiarito che nelle ultime settimane la stessa Giunta ha deciso “di non rispondere mai agli attacchi ricevuti a più riprese da esponenti politici, anche di altissimo profilo”, ha ribadito l’appello ad abbassare i toni contro la magistratura italiana che sono giunti “a un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese”.

Intanto ieri è nato l’Intergruppo Parlamentare per il “Sì” al Referendum. Vi fanno parte Roberto Giachetti, Valentina Grippo, Stefano Ceccanti, Ettore Rosato, Luigi Marattin, Federico Mollicone, Benedetto della Vedova, Pina Picierno e Stefano Esposito. L’obiettivo? “Far capire agli italiani che il Parlamento è trasversalmente schierato per il sì e per il no” ha dichiarato Mollicone. Critico invece il deputato di +Europa Riccardo Magi: “con tutto il rispetto per colleghi che stimo, un intergruppo parlamentare a dieci giorni dal referendum su una riforma costituzionale il cui è esame ha visto il totale annullamento del Parlamento suona un po’ come una beffa”. Per quanto concerne i prossimi eventi: Nordio, nonostante diverse indiscrezioni dicessero il contrario, ha confermato che parteciperà all’evento per il Sì al referendum il 12 marzo a Milano con la premier Giorgia Meloni. Mentre oggi Forza Italia alle 15 nella sede di via Lucina presenterà l’iniziativa ‘Una Freccia per il Sì ‘ in programma venerdì 13 e sabato 14. Sempre sabato si terrà in piazza Santi Apostoli a Roma, la manifestazione per il Sì, promossa dal Comitato Camere Penali per il Sì dell’Unione delle Camere Penali Italiane.