È la probabile fine di una storia ultracentenaria, di una libreria e di una casa editrice che ha fatto la storia d’Italia e di Milano. Con un comunicato pubblicato martedì 10 marzo, l’assemblea dei soci di Hoepli ha deciso la messa in liquidazione e lo scioglimento della società nata nel 1870.
Una decisione arrivata al termine di una lunga crisi interna all’azienda e di una “sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva”, ma anche di un importante conflitto tra i soci della SpA, ovvero i tre fratelli Hoepli (Giovanni, Matteo e Barbara, figli di Ulrico Carlo Hoepli) e il cugino Giovanni Nava (figlio di Bianca Maria Hoepli, la zia di Ulrico), titolare di poco più del 33 per cento delle quote.
La decisione è arrivata mentre i dipendenti di Hoepli hanno scioperato per un’ora, mostrando cartelli con scritto “La cultura non si liquida”, con l’assemblea sindacale che aveva espresso “disappunto e profonda preoccupazione” per il futuro della libreria e della casa editrice.
Il futuro di Hoepli resta incerto: il rischio concreto è di una chiusura definitiva se non verrà trovato un acquirente disposto a subentrare agli ormai ex soci della società. La libreria, che si sviluppa in un palazzo di cinque piani sull’omonima via Hoepli, fu comprata nel 1870 dal libraio svizzero Ulrico Hoepli, che sempre lì sviluppò anche la sua attività editoriale, oggi concentrata in particolare nel settore scolastico, scientifico e tecnico.
Delle difficoltà interne ad Hoepli avevano parlato nelle scorse settimane Repubblica e Fatto Quotidiano, che avevano riferito come la società avesse chiesto ai sindacati l’avvio della procedura per la cassa integrazione del personale, in totale 89 persone. I sindacati avevano denunciato che da Hoepli non avevano ricevuto alcun piano industriale per i progetti futuri della libreria-casa editrice, nonostante le sollecitazioni.
La risposta è arrivata di fatto martedì con la scelta di mettere in liquidazione il gruppo: “Pur a fronte dell’attenzione mediatica riservata da ultimo alle vicende societarie e occupazionali di Hoepli, nonché delle indebite affermazioni di soggetti non autorizzati, il silenzio e il riserbo mantenuti sino ad oggi sono stati imposti dalla necessità di non anticipare fatti rilevanti prima dell’assunzione delle necessarie determinazioni da parte degli organi competenti – si legge nella nota resa pubblica martedì -. La decisione odierna consente ora di dare conto in modo compiuto del percorso deliberativo seguito, in un quadro di indipendenza, equilibrio e responsabilità. La scelta della liquidazione rappresenta ora “la soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale”.
Per sabato 14 marzo i sindacati hanno indetto iniziative pubbliche per tenera alta l’attenzione sulla questione, a partire daun flash mob alle 11 davanti all’ingresso della libreria di via Hoepli, per chiedere la salvaguardia della realtà culturale e del lavoro dei dipendenti.