Se la politica sta a guardare quello che Trump e il suo governo nazista stanno facendo al mondo, la musica no. La musica si organizza e cerca di portare avanti le proprie battaglie. Lo ha fatto durante il Super Bowl l’artista portoricano Bad Bunny, visto da milioni di spettatori. Lanciando un messaggio fortissimo “l’amore può più dell’odio” con la collaborazione di Lady Gaga, altra artista simbolo delle battaglie anni per i diritti umanitari e non solo.
Un messaggio diretto ed esplicito al presidente americano Trump, che da parte sua ha risposto con la solita arroganza, definendo lo show “il peggiore di tutti i tempi”. Ma Bad Bunny non è il solo, anzi non è solo in questa lotta contro la deriva della democrazia americana. A fargli compagnia un più che mai combattivo Bruce Springsteen che ha dedicato qualche settimana fa ai violenti omicidi perpetrati nelle strade di Minneapolis da parte dell’Ice, il singolo Streets of Minneapolis e che due giorni fa ha annunciato che inizierà un tour con la storica E-Street Band proprio dalla città simbolo della violenza e dell’ ingiustizia di questa amministrazione, lanciando il tour “Land of hope and Dreams” con parole che non lasciano nessun dubbio. “Stiamo vivendo tempi bui, inquietanti e pericolosi, ma non disperate: la cavalleria sta arrivando!”. Bruce Springsteen e la E Street Band saliranno sul palco questa primavera da Minneapolis alla California, dal Texas a Washington, DC per il Land of Hope And Dreams American Tour. “Faremo tremare la vostra città – ha aggiunto il Boss – per celebrare e difendere l’America: la democrazia americana, la libertà americana, la nostra Costituzione americana e il nostro sacro sogno americano, tutti sotto attacco da parte del nostro aspirante re e del suo governo canaglia a Washington, DC. Tutti, indipendentemente da dove vi troviate o in cosa crediate, sono benvenuti: quindi venite e unitevi alla United Free Republic of E Street Nation per una primavera americana di Rock ‘n’ Rebellion! Ci vediamo lì!”.
La Casa Bianca a quanto pare ha accusato il colpo e la risposta non si è fatta attendere, tramite il portavoce dell’amministrazione Steven Cheung, secondo cui “Springsteen sarebbe un artista in declino, con i “Glory Days” alle spalle e un pubblico ormai disperso “Out in the Street”, preannunciando un tour “flop”. Ma anche sul palco dei Grammy Awards, tenutisi a Los Angeles, la maggior parte degli artisti non ha fatto mancare il loro disprezzo contro quello che sta avvenendo negli Stati Uniti. Su tutti la cantante americana Billie Eilish che ha raccolto l’ovazione della platea quando ha pronunciato un messaggio a favore di quelli che sembrano essere i primi obiettivi da eliminare per Trump, ovvero gli immigrati, “Nessuno è illegale su una terra rubata ai nativi americani”. E nel frattempo la band irlandese degli U2, a sorpresa, ha lanciato un Ep, dal titolo Days of Ash contenente sei brani, tutti dedicati alla situazione internazionale drammatica che stiamo vivendo. “Le canzoni qui presenti sono una reazione alle ansie di questi giorni. Queste canzoni potrebbero offendere o dar fastidio a qualche partito, ma questo è il nostro lavoro. È parte del lavoro degli U2 descrivere il mondo attorno a noi».
Così Bono ha spiegato la necessità di far uscire questi brani proprio ora, partendo dal brano Yours Eternally: «Il testo è scritto come una lettera di un soldato dal fronte, in Ucraina. È ispirato a Taras Topolia, il cantante degli Antytila che io e Edge abbiamo incontrato quando siamo andati in Ucraina dopo l’invito del presidente Zelensky poco dopo l’invasione russa”. E poi la politica e la violenza nell’America di Trump, al quale Bono, The Edge, Adam Clayton e il rientrante dopo l’operazione Larry Mullen Jnr, dedicano American Obituary: «È dedicata a Renee Nicole Macklin Good, la giovane madre di tre figli a cui hanno sparato, in pieno giorno, mentre era nella sua auto. Il ritmo del testo guarda a una delle mie canzoni preferite: It’s Alright Ma (I’m Only Bleeding) di Bob Dylan”. Bono sembra essere un fiume in piena cercando di far arrivare un messaggio al suo pubblico, e provando a ridare alla musica un ruolo centrale, ma anche a chi si sente fuori dai giochi e in mano a un tiranno.
“Ho molti cari amici conservatori – ha detto Bono – che hanno paura dell’estrema destra e molti cari amici democratici che hanno paura dell’estrema sinistra; il mondo ha bisogno di un centro radicale che prenda da entrambe le tradizioni. Abbiamo bisogno di chi risolve problemi, non di chi li crea. Abbiamo bisogno di un luogo dove incontrarci a metà strada. Song of the Future invece “è un omaggio all’esuberanza delle studentesse in Iran che si stanno ribellando, e ha come protagonista Sarina Esmailzadeh, studentessa iraniana che nel 2022 è scesa in piazza per protestare dopo l’uccisione di Jina Mahsa Amini e che a sua volta è stata picchiata a morte dalle forze di sicurezza, mentre One Life at a Time è “ispirata a Awdah (attivista palestinese e consulente del documentario No Other Land, ndr), uno straordinario uomo palestinese ucciso in Cisgiordania da un violento fondamentalista israeliano” .
E poi c’è l’Italia in una delle più intense ballad composte da Bono che ha per titolo The Tears of Things: ci sono Michelangelo e Mussolini, il brano è una rappresentazione potente di quello che la storia è stata “La sua storia si rifà al XVI secolo, a quando Michelangelo ha creato la statua del David. Una statua così alta che nessuno riesce a vederne gli occhi le cui pupille sono a forma di cuore, una scelta peculiare. E poi a quando Mussolini ha portato Adolf Hitler a visitare i capolavori del Rinascimento agli Uffizi nel 1938. Il David era a 10 minuti di distanza, forse Hitler è andato a vederlo. Non lo sappiamo, ma non è inconcepibile, almeno per un autore di canzoni”. C’è chi pensa che la musica non sposti voti, intanto però solo la musica sta iniziando in qualche modo a muovere le coscienze.