Anche il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, tra i cinque nuovi indagati nell’inchiesta sulla strage del Le Constellation, il locale andato a fuoco nel cantone vallese della Svizzera provocando 41 morti e 115 feriti, tutti giovanissimi. Finora gli indagati per incendio, omicidio e lesioni colpose erano i coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del discobar teatro della tragedia, Christophe Balet, responsabile della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana, e il suo predecessore, Ken Jacquemoud.
Il quotidiano 24 Heures ha riportato di una denuncia penale presentata a fine gennaio contro il sindaco da parte degli avvocati di uno dei feriti, gravemente ustionati, e dei genitori. Féraud sarebbe accusato di lesioni personali colpose, messa in pericolo della vita altrui tramite dolo diretto, incendio doloso colposo e una serie di violazioni delle responsabilità e dei doveri imposti dalla legge ai comuni, in particolare dalla legge sulla protezione contro gli incendi e gli elementi naturali.
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Gli altri nuovi indagati – tutti con ruoli nell’amministrazione – sono Kévin Barras, consigliere in giunta con incarichi sulla sicurezza, oggi deputato supplente nel Parlamento vallese, Pierre Albéric Clivaz, Rudy Tissières e Baptiste Cotter, tutti con passate o attuali deleghe sui controlli tra Crans e Chermignon, municipio poi annesso al primo.
Già nelle prime conferenze stampa Féraud parlò di come dal 2019 al 2025 non ci fossero stati controlli alle misure di sicurezza all’interno del locale. Sia Balet che Jacquemod avevano parlato di personale insufficiente per eseguire tutte le ispezioni presso i locali della località. Il successivo controllo al Le Constellation era stato programmato per il 2026.