X

Berlusconi si dovrebbe vergognare, parola di Tajani: il referendum sulla Giustizia nelle mani dei forcaioli

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, intervenendo l’altro giorno alla Camera ha pronunciato queste parole: “Io non sono stato mai inquisito, io sono una brava persona, non devo vergognarmi di niente”.

Proviamo a rovesciare questa affermazione: “lui non è una brava persona, lui è stato inquisito più di cento volte, lui si deve vergognare”. Chiunque conosca un po’ di logica formale non può mettere in discussione la legittimità di questo rovesciamento del teorema. Ora pensiamoci un attimo, poniamoci la domanda: chi è il più famoso pluri-inquisito dell’intera storia Repubblicana? Non ci sono dubbi: Silvio Berlusconi, che è stato mandato a processo circa 100 volte, e quindi, probabilmente, inquisito almeno 150 volte.

Pensava a lui Tajani quando ha pronunciato quella frase sciagurata? Oppure la sua è solo una “voce dal sen fuggita”, come diceva Metastasio? Probabilmente la risposta giusta è la seconda. Ma è una risposta molto preoccupante. Per pronunciare una frase di questo genere, seppure distrattamente, bisogna essere del tutto privi di cultura e di pensiero garantista. A nessun garantista mai può venire alle labbra una frase come quella. È come se Elly Schlein in un momento di distrazione dovesse sussurrare: “credere, obbedire, combattere”. Non può succedere. In mano a chi è la riforma della giustizia ispirata alle grandi idee di Pannella e Vassalli? A un drappello di forcaioli, in parte dichiarati in parte inconsapevoli.