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Ombrello nucleare per l’Europa, governo Meloni respinge il progetto di Macron: “Isolati non significa fare quello che chiede la Francia”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron durante l’incontro a Palazzo Chigi, Roma, Martedì 3 Giugno 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Premier Giorgia Meloni and president of the French Republic Emmanuel Macron during the meeting at Palazzo Chigi Rome, Tuesday, June 3, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron durante l’incontro a Palazzo Chigi, Roma, Martedì 3 Giugno 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Premier Giorgia Meloni and president of the French Republic Emmanuel Macron during the meeting at Palazzo Chigi Rome, Tuesday, June 3, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Anche in un’intervista a SkyTg24, il ministro degli Esteri del governo Meloni, Antonio Tajani, ha osservato che per quello che riguarda l’ombrello nucleare immaginato dal Presidente della Francia Emmanuel Macron “le scelte di tipo militare, anche quelle nucleari, devono essere fatte a livello europeo. Non su iniziativa di un Paese che dice: io lo faccio, venite con me”. Secondo il viceministro “bisogna vedere se” il progetto “è efficace o no. Io preferisco fare scelte a livello europeo e farle insieme alla NATO. La Francia inoltre ha dato le sue basi in Medio Oriente per gli attacchi militari contro l’Iran. Se dici che le azioni sono illegali, e poi dai le basi, lo dici per salvarti la coscienza … Ma io non critico”.

Non è per gli attacchi di Israele e USA all’Iran che si discute per la prima volta del progetto, l’affrancamento dalla protezione nucleare garantita durante tutta la Guerra Fredda dagli Stati Uniti attraverso l’Alleanza Atlantica e i suoi accordi di deterrenza e reciproca difesa nell’ambito del cosiddetto “equilibrio del terrore” che dopo la Seconda Guerra Mondiale e i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki aveva evitato scontri diretti tra USA e URSS. Francia che è l’unico Paese dell’Unione Europea a disporre di armi nucleari, l’unico in Europa con il Regno Unito con il quale la scorsa estate aveva deciso di coordinare i due arsenali. Parigi ha comunque mantenuto una maggiore autonomia rispetto alla NATO.

Quello dell’ombrello nucleare è un progetto che allarga i principi di difesa anche ai Paesi europei alleati tramite costruzione di basi aeree francesi anche all’estero che ospiterebbero militari e testate nucleari. Sarebbero ridefiniti insomma gli “interessi vitali” di Parigi, estendendoli anche alla sicura di altri Paesi nucleari alleati. Al momento, secondo Macron, al progetto avrebbero già aderito otto Paesi tra cui Germania, Polonia, Grecia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca e Svezia. “Per essere liberi, bisogna essere temuti, e per essere temuti bisogna avere potenza”, ha dichiarato il Presidente della Francia lunedì scorso. “Macron e io abbiamo istituito un gruppo direttivo sul nucleare in cui coordiniamo le questioni relative alla deterrenza. Intendiamo adottare misure concrete entro la fine dell’anno, tra cui la partecipazione convenzionale della Germania alle esercitazioni nucleari francesi”, ha scrittop il cancelliere Friedrich Merz su X. Londra. Parigi e Berlino “lavoreranno insieme a dei progetti di missili di lunghissima gittata”, ha aggiunto Macron garantendo una strategia “perfettamente complementare” a quella della NATO.

L’Italia, che sul suo territorio ospita basi e testate degli Stati Uniti, non ha aderito. “La Francia parla da molto tempo della sua capacità di dissuasione nucleare come di un ombrello che può proteggere anche il resto d’Europa. Per quanto riguarda l’autonomia strategica europea, penso che valga la pena di specificare che in nessun caso la Francia intende mettere sotto controllo europeo il suo arsenale nucleare”, aveva detto la premier Giorgia Meloni a Rtl 102.5. “Noi facciamo parte dell’Alleanza Atlantica, quindi la nostra cornice rimane sempre l’Alleanza Atlantica”. Al Senato Tajani aveva aggiunto: “Ci hanno detto che noi siamo isolati perché non abbiamo aderito all’ombrello nucleare di Macron. Ho detto in tutte le dichiarazioni che l’unica posizione che possiamo avere è quella europea. Non si può cioé seguire una iniziativa di un Paese che dice ‘facciamo l’ombrello nucleare e poi gli altri si accodano’. Questo significa essere isolati. Ho detto testualmente che condivido soltanto le scelte europee; a parte che sono per il disarmo nucleare (ma questo è un altro conto), ho detto l’esatto contrario: isolati non significa fare quello che chiede la Francia”.

Nei giorni scorsi il Presidente francese aveva parlato della scelta “indispensabile” di aumentare il proprio arsenale nucleare e confermato la costruzione di nuovi sottomarini con testate nucleari, chiamati “invincible”, il primo sarà pronto nel 2036. Al momento sono 290 i missili dotati di una testata nucleare utilizzabile sia con sottomarini che aerei. È il quarto arsenale al mondo dopo USA, Russia e Cina. Un annuncio in linea con la realizzazione di un sempre minore impegno – secondo alcuni osservatori anche affidabilità – da parte degli Stati Uniti a sostegno e difesa dell’Europa.

La proposta di Macron non è sostenuta da tutti i partiti francesi, durissime le opposizioni della destra del Rassemblement National (RN), contrario al trasferimento all’estero di armi nucleari e militari francesi che indebolirebbe la difesa in patria secondo i critici. Favorevoli o meno, appare sempre più attuale una riflessione sull’autonomia in termini di difesa sia per l’Italia, che in ogni caso appare sguarnita, che per l’Unione Europea incardinata nella NATO da decenni ma anche presa di sorpresa dai risvolti della politica estera degli Stati Uniti con la seconda presidenza Donald Trump.