Sicuramente il governo Meloni è il più reazionario della storia della Repubblica. Soprattutto nelle intenzioni, nella ideologia. Per fortuna ha un’altra caratteristica nella quale è campione: il dilettantismo. Anche quest’ultima legge elettorale, che il governo ha pensato di fare a immagine e somiglianza della legge Acerbo, è un pasticcio senza capo né coda.
Che ha un solo segno evidente: quello di essere anticostituzionale, come ha spiegato bene ieri, su queste pagine, il professor Gaetano Azzariti. Anticostituzionale e del tutto inefficace. Lo scopo dei congiurati del centrodestra era quello di fare una legge che assicurasse una robusta maggioranza al centrodestra, come fece Mussolini nel 1923 (appunto: la legge elettorale Acerbo che diede il via alla dittatura).
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Ma tra tutti i giuristi e gli statistici dei quali la maggioranza può disporre, uno che ci capisse qualcosa non si è trovato. Per cui hanno messo insieme delle norme che comunque non assicureranno nessuna governabilità. Perché il premio di maggioranza, al Senato, dovrà necessariamente essere frazionato nelle varie regioni e quindi si annullerà. E com’è sempre successo negli ultimi anni nessuno disporrà in Senato di una solida maggioranza.
Bel risultato. Del resto questo governo, parecchio stabile, è vero, ha prodotto molte meno riforme di qualunque governo precedente. Riforme sociali zero. Riforma Calderoli sulle autonomie quasi interamente smantellata dalla Consulta. Riforma della magistratura a rischio. Poi basta. Meloni si presenterà agli elettori gridando: “Io ho battuto il record di stabilità!!!” Le chiederanno: “e che hai fatto?”. Lei risponderà: niente, altrimenti non avrei potuto battere il record.