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Referendum, meloniani come Trump: a un mese dal voto si evocano brogli

Referendum, meloniani come Trump: a un mese dal voto si evocano brogli

Ormai siamo dalle parti della psicosi. Con la preoccupazione che monta nel campo del governo, alle prese con sondaggi che danno il fronte del No al referendum sulla giustizia vicinissimo a quello del Sì, o addirittura avanti per alcune rilevazioni, dalla maggioranza si stanno perdendo i freni inibitori.

È il caso di Andrea Di Giuseppe, parlamentare di Fratelli d’Italia eletto nella circoscrizione Nord e Centro America che, come il presidente statunitense Donald Trump ha fatto nuovamente nel discorso sullo stato dell’Unione nella notte italiana del 24 febbraio, evoca i brogli.

Di Giuseppe ormai da settimane va ripetendo la tesi cara ai trumpiani negli Stati Uniti, ovvero quella del complotto elettorale: negli Usa per favorire la vittoria di Joe Biden nel 2020, qui nel Belpaese per trascinare alla vittoria il No al referendum del 22 e 23 marzo.

“Non ero ancora stato eletto quando furono scoperte 20.000 schede elettorali votate da persone morte. Quindi è un timore fondato che anche con il referendum ci posano essere brogli, direi che è quasi una certezza”, dice infatti Di Giuseppe intervistato dal sito Italiareportusa, che mette in dubbio la modalità del voto dei sei milioni di italiani all’estero, una misura cara alla destra perché approvata con una legge (la Tremaglia, ndr) voluta all’epoca da Alleanza Nazionale, partito in cui militava la stessa premier Giorgia Meloni.

Anche a Il Tempo nelle scorse settimane Di Giuseppe aveva già evocato i brogli riguardo il voto postale, citando in particolare i “patronati storicamente legati alla sinistra” che “intercettano le schede”. Il deputato poi ‘dà i numeri’ di quelli che potrebbero essere “concretamente” i voti falsati: secondo le sue proiezioni “basate su precedenti referendum senza quorum” vi sarebbero “fino a un milione di schede potenzialmente farlocche”.

In realtà ad oggi non esistono prove concrete di macchinazioni e brogli, certamente non della portata di cui parla Di Giuseppe.