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Show di Trump al discorso sullo Stato dell’Unione, toni trionfalistici e rissa con i dem: “Nuova età dell’oro”

President Donald Trump gives his State of the Union address to a joint session of Congress, at the Capitol in Washington, Tuesday, Feb. 24, 2026. (AP Photo/J. Scott Applewhite)

President Donald Trump gives his State of the Union address to a joint session of Congress, at the Capitol in Washington, Tuesday, Feb. 24, 2026. (AP Photo/J. Scott Applewhite)

Immigrazione clandestina, le crisi internazionali tra Iran e Ucraina, i dazi nonostante la batosta inferta dalla Corte Suprema alla strategia tariffaria. È la nuova età dell’oro dell’America, rivendica il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel tradizionale discorso sullo Stato dell’Unione del 2026: un discorso destinato a restare nella storia anche per essere stato il più lungo di sempre, oltre un’ora e 40 minuti di monologo. Clima incandescente in aula tra ovazioni, rifiuto della sentenza dei giudici della Corte Suprema, i democratici che hanno protestato anche abbandonando l’aula, uno è stato espulso. Il focus è già sulle elezioni di midterm in programma il prossimo autunno.

“Our Nation is back”. Ed è tornato più grande, più forte, più ricco che mai. Come da consueta terminologia, trionfalistica e auto-apologetica. La realtà fa registrare intanto un calo nei sondaggi e le prime crepe che emergono nella base Maga, nessun riferimento alle controverse operazioni dell’ICE e ai conflitti risolti farlocchi come il Nobel ricevuto in omaggio dalla premiata Maria Corina Machado. “Ho ereditato l’inflazione più alta della storia, ma in pochi mesi l’abbiamo fatta calare”, ha detto per esempio. “Nessun migrante illegale è entrato negli Stati Uniti nell’ultimo anno”, ha continuato. “Siamo il Paese più ‘caldo’ (hottest) del mondo”.

Ha ironizzato, rivendicato ancora una volta la vittoria alle elezioni del 2020 che avevano portato alla Casa Bianca Joe Biden, quando aveva accusato brogli elettorali mai provati e verificati che avevano scatenato l’assalto al Congresso dei suoi sostenitori. “Non torneremo mai più a dove eravamo solo poco tempo fa”. Brucia e non poco la decisione della Corte Suprema che ha bocciato i suoi dazi doganali: Trump si è rivolto direttamente ai giudici presenti in aula e ha definito la sentenza una “decisione infelice”. Il Presidente aveva risposto con altre tariffe, ancora più complesse, che non richiederanno il voto del Congresso. “Con il tempo, le tariffe pagate dai Paesi stranieri sostituiranno sostanzialmente il moderno sistema di imposta sul reddito”, ha spiegato il Presidente.

“Preferisco risolvere la questione con la diplomazia ma una cosa è certa: non permetterò mai all’Iran di avere l’arma nucleare”, ha detto a proposito del dossier Iran. Gli USA hanno ammassato intorno al Paese forze aeronavali, le minacce di un intervento contro la Repubblica Islamica si susseguono quotidianamente, gli studenti sono tornati a protestare lo scorso fine settimana dopo i massacri che avevano represso nel sangue con migliaia di vittime le manifestazioni dello scorso gennaio. Il tycoon ha citato rapporti d’intelligence per spiegare che i missili iraniani possono ormai colpire il suolo europeo e anche americano. Il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi ha ribadito l’intenzione di raggiungere un accordo giusto in breve tempo. E ha rassicurato di non voler sviluppare armi atomiche ma una tecnologia nucleare pacifica.

Se ha confermato che gli inviati speciali, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono pronti a nuovi colloqui a Ginevra, Trump ha anche ricordato i bombardamenti del giugno 2025 contro i siti nucleari. Ha assicurato una fase due della sua strategia “molto traumatica” per il regime se un accordo definitivo non sarà raggiunto entro dieci giorni. E nel giorno dell’anniversario, a quattro anni dall’invasione lanciata da Vladimir Putin: “Abbiamo risolto otto guerre, risolviamo anche questa”. Al momento le trattative sono al palo. Altro grande successo di questa amministrazione, l’accordo stipulato con il Venezuela, dove a inizio gennaio il Comandante in Capo aveva autorizzato l’operazione che ha portato alla cattura e all’arresto dell’ex Presidente Nicolas Maduro, sostituito dalla sua stessa catena di comando: 80 milioni di barili di petrolio sono in arrivo verso gli USA, ha annunciato il Presidente.

Attacchi ai democratici su tasse e immigrazione. “Hanno chiuso l’agenzia che ci protegge da terroristi e assassini”, ha detto a proposito dello shutdown parziale che sta colpendo il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale. Ad abbandonare l’aula le deputate Ilhan Omar e Rashida Tlaib, seguite da molti altri colleghi. Attacco diretto alla rivale storica Nancy Pelosi. Trump ha ricordato l’attivista Charlie Kirk, un “martire delle sue idee”; ha consegnato la Purple Heart ad Andrew Wolfe, soldato ferito da un attentatore afghano a Washington; ha elogiato la First Lady Melania per l’accordo da 40 milioni di dollari con Amazon per la produzione del suo film documentario.