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Scivola il Sanremo di Carlo Conti: prima serata flop con 3 milioni di telespettatori in meno, si salva solo Gianna Pratesi

Gianna Pratesi attends the 76th edition of the Sanremo Italian Song Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy – Tuesday, February 24, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)

Gianna Pratesi attends the 76th edition of the Sanremo Italian Song Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Tuesday, February 24, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)

Non che si aspettasse il botto, considerato un cast sottotono tra cantanti Big in gara e ospiti e super ospiti annunciati ormai da settimane che non avevano fatto saltare nessuno, ma proprio nessuno dalla sedia. Perde però tre milioni di telespettatori il Festival di Sanremo 2026 che alla prima serata di ieri ha fatto registrare 9 milioni e 600mila telespettatori, pari al 58% di share, i telespettatori che hanno seguito in media su Rai1, in termini di total audience. L’edizione del 2025 aprì con il 65,3% e oltre 12 milioni di spettatori.

Quella di ieri è stata l’ultima prima serata condotta dal direttore artistico Carlo Conti, che conduce quest’anno il suo quinto e ultimo Festival. Ed è stata la serata che ha visto il debutto alla co-conduzione di Laura Pausini. Ospite alla co-conduzione Can Yaman che ha incontrato Kabir Bedi, l’attore che lo aveva preceduto nello storico sceneggiato Rai nel ruolo di Sandokan. Super Ospite: Tiziano Ferro. Alla fine della serata, la classifica provvisoria ha decretato tra le prime cinque posizioni in classifica, ma in ordine casuale: Arisa con Magica Favola, Fulminacci con Stupida Sfortuna, Serena Brancale con Qui con me, Ditonellapiaga con Che Fastidio! e Fedez e Masini con Male Necessario. Brancale in cima alle tendenze sui social.

Durissimo il Codacons nel commentare i dati e come ” le scelte operate da Carlo Conti non abbiano ripagato sul fronte dell’audience”. La decisione “di inserire nel cast di Sanremo artisti sconosciuti al grande pubblico e di rincorrere il mondo dei social e dello streaming si è rivelata un boomerang sul fronte degli ascolti, allontanando una consistente fetta di telespettatori dal Festival. La scelta dei brani in gara sembra sempre meno legata alla qualità delle canzoni e sempre più basata sul numero di interazioni social che gli artisti possono garantire, allo scopo di attrarre un pubblico più giovane e dinamico. Scelta già operata da Amadeus nelle precedenti edizioni e che sembra aver perso qualsiasi effetto benefico in termini di ascolti”.

Quello di ieri sera è stato comunque il quarto miglior risultato dal 1997, quando la media del festival condotto da Mike Bongiorno fu del 58.74%. Soltanto le ultime tre edizioni, quando la media della prima serata aveva sempre superato il 60%, tra l’ultima edizione di Conti e le ultime due di Amadeus. Questa edizione è stata dedicata a Pippo Baudo, lo storico conduttore Rai morto lo scorso agosto, recordman di direzioni artistiche alla kermesse con 13 edizioni, la cui voce registrata ha aperto la serata. Proseguirà sulla stessa falsariga, tra ospiti telefonati come Achille Lauro, Irina Shayk, Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli e la gara che sdoppierà i 30 Cantanti Big in Gara in due tranche tra oggi e domani, prima della serata cover di venerdì e la finale di sabato.

Spettacolo complessivamente, e questo è l’aspetto più grave all’indomani della prima serata, senza picchi. Siparietto niente male, l’unico forse destinato a restare negli annali di questa serata della 76esima edizione, quando sul palco è arrivata Gianna Pratesi, 105 anni, tra le donne che votarono per la prima volta nel referendum del 1946 tra Repubblica e Monarchia. “Eravamo sicuri noi in casa mia, tutti di sinistra. Via i fascisti. Ho votato Repubblica”. E nel frattempo, sul ledwall alle spalle compariva il clamoroso refuso grafico “Repupplica“.