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Massimo Adriatici condannato a 12 anni, l’ex assessore “sceriffo” di Voghera uccise un senzatetto con la sua pistola

Massimo Adriatici condannato a 12 anni, l’ex assessore “sceriffo” di Voghera uccise un senzatetto con la sua pistola

Massimo Adriatici, ex assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Voghera, condannato a 12 anni di carcere per omicidio volontario. È questa la sentenza pronunciata martedì dal giudice Luigi Riganti del tribunale di Pavia nel processo di primo grado, con rito abbreviato, nei confronti del 51eenne ex assessore soprannominato “lo Sceriffo”, che usufruisce così di una riduzione di un terzo della pena.

Per lui la Procura di Pavia col pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 11 anni e 4 mesi mentre per i legali della difesa l’ex assessore andava assolto per legittima difesa. Adriatici la sera del 20 luglio 2021 sparò e uccise Younes El Boussettaoui, 39enne marocchino ucciso con un colpo di pistola in piazza Meardi nella cittadina pavese.

La condanna supera dunque la richiesta della magistratura inquirente, che per Adriatici aveva chiesto il minimo, che in abbreviato corrisponde a 14 anni (21 se fosse stato celebrato un processo con rito ordinario) dopo aver valutato la concessione delle attenuanti che riducono ulteriormente la pena di un terzo.

Lo scorso novembre 2024 il giudice Valentina Nevoso aveva chiesto con un’ordinanza alla procura di Pavia di modificare il capo di imputazione, che nel primo processo era semplicemente eccesso colposo di legittima difesa. Questo perché in un primo momento per la Procura Adriatici fu aggredito da El Boussettaoui – pluripregiudicato già noto alle forze dell’ordine, senzatetto e con problemi psichici – che quella sera era in stato di alterazione per l’alcol e che sarebbe stato intercettato da Adriatici mentre importunava delle ragazze. Secondo una prima ricostruzione l’assessore venne colpito con una manata al volto, che ne provocò la caduta a terra e la perdita degli occhiali da vista: a quel punto, aggredito da El Boussettaoui che si chinava su di lui per colpirlo, Adriatici esplose il colpo fatale con la sua pistola Beretta modello 21 calibro 22.

Per questo la procura, col pm Valli, aveva ipotizzato l’eccesso colposo di legittima difesa e chiesto una condanna a 3 anni e sei mesi. Un anno fa quindi la rimodulazione del capo di imputazione nel più grave omicidio volontario. “Adriatici — si leggeva nelle ragioni — avrebbe potuto valutare meglio la situazione e sparare alle gambe, anche per il suo ruolo di ex poliziotto. L’arma era carica, la reazione della vittima prevedibile, l’atteggiamento dopo lo sparo comunque freddo mentre il 39enne marocchino era a terra ferito”. Ma soprattutto per la procura quella di Adriatici fu “una vera e propria ronda armata”, un “pedinamento”: l’assessore era uscito di casa apposta per capire cosa stesse facendo El Boussettaoui, portando con sé la pistola col proiettile già in canna.

Adriatici dovrà versare 380 mila euro totali di risarcimenti: 90mila ai genitori del 39enne marocchino e 50mila per ogni fratello e sorella, quattro in totale, tutti costituitisi parte civile. La vedova di El Boussettaoui aveva già accettato l’offerta di risarcimento dell’assessore, revocando la propria costituzione in parte civile.